I numeri che contano per creare contenuti: 1000, 150, 55, 16

content marketingNo, non voglio parlarti di numeri da giocare al Lotto. Voglio semplicemente richiamare la tua attenzione su un fatto incontrovertibile: il business writing ha a che fare anche con i numeri. E lo stesso vale per il web writing, cioè la disciplina che permette di creare contenuti online, e che è a tutti gli effetti una branca del business writing.

Di quali numeri sto parlando? Esistono dei veri e propri parametri numerici da rispettare, se si vuole davvero creare contenuti per il web che risultino efficaci. Più sotto ti indicherò quali sono questi parametri. Per ora, consentimi di spendere ancora qualche parola sull’argomento in generale. È davvero importante parlare di contenuti, perché il content marketing è l’arma più potente per rendere autorevoli le aziende e fargli trovare nuovi clienti e far schizzare in alto il ROI!

Molti web writer e content marketer sono schiavi del mito della creatività. Pensano che un bravo business writer sia un creativo. Questo è profondamente sbagliato. Il business writing, anche quello fatto sul web, deve rispettare precisi KPI. Chi si occupa di contenuti per il web non è un poeta o un fine conoscitore di figure retoriche. È piuttosto un tecnico, che ha per obiettivo far trovare nuovi clienti alle aziende committenti, posizionare bene su Google i contenuti che scrive, riuscire a creare valore per una nicchia specifica.

Ti faccio una domanda secca: che cos’è, secondo te, un contenuto di qualità? Se pensi che un contenuto di alto valore qualitativo sia un testo “scritto bene”, sei completamente fuori strada. Un contenuto di qualità è solo questo: uno scritto che ottiene un risultato. Quale risultato? Non certo quello di essere “bello da leggere”! Un contenuto scritto bene deve invece spingere chi lo legge a un’azione concreta: fare un acquisto, compilare un form di contatto, iscriversi a una newsletter, condividere il contenuto sui social ecc.

In tutto ciò, la creatività c’entra davvero poco o niente. È il risultato a dire se un contenuto è efficace o no. Conta solo quello. Il contenuto che hai scritto permette all’azienda per cui lavori di centrare gli obiettivi della propria content strategy? Se sì, allora hai fatto un buon lavoro. Il contenuto non ha invece avuto alcun effetto? Male, punto e stop. Se il contenuto non ha centrato il proprio obiettivo strategico, è semplicemente un fiasco per la tua lead generation e ha un impatto negativo sul ROI aziendale!

In fondo, l’essenza del content marketing è proprio questa: scrivere contenuti che spingono all’azione un target ben preciso di utenti web. Se non c’è stata azione, il tuo marketing dei contenuti è fine a se stesso, quindi inutile. La conseguenza di ciò è che la tua azienda ha buttato i suoi soldi dalla finestra. Può essere duro da accettare, ma è così.

Ho già scritto post in cui ho parlato diffusamente del business writing. Per esempio, ho parlato della scrittura per vendere e delle tecniche di copywriting. Oggi voglio andare ancora un po’ più a fondo e parlare, per l’appunto, dei numeri che contano nel lavoro di redazione dei contenuti web.

Come ho già indicato nel titolo del post, questi numeri sono: 1000, 150, 55 e 16. Vediamo nel dettaglio a che cosa si riferiscono e, soprattutto, come puoi usare questi numeri per aumentare la tua efficacia nel marketing dei contenuti e, più in generale, nel digital marketing. Insomma: ti spiegherò come puoi essere finalmente efficace nel vendere di più online!

 

1000: sono le parole di un contenuto che vuol posizionarsi bene su Google

Ha creato un sito web aziendale o un corporate blog? Ovviamente vorrai che i tuoi contenuti web abbiano la maggio visibilità possibile. In particolare, vorrai che i contenuti che pubblichi intercettino gli utenti su Google, mentre essi sono in fase di ricerca.
Questa è una grande idea, perché se qualcuno sta cercando qualcosa sui motori è perché ha un problema da risolvere. E se trova su Google la tua azienda, potrà trovare una soluzione nei prodotti o servizi che offre. E qui il cerchio si chiude.
Ora, perché i tuoi contenuti web si posizionino bene nelle SERP di Google è necessario che tu conosca la SEO. Ma è anche necessario che i tuoi contenuti siano “sostanziosi”. Che intendo dire? Parliamoci chiaro: creare contenuti di 300-400-500 parole ha un’efficacia minima in chiave SEO. Esistono infatti ricerche che indicano addirittura che ai primi posti di Google ci sono contenuti di 2000-2500 parole.
E quindi? Io non voglio dire che, ogni volta che scrivi un articolo per il tuo sito web o un post per il tuo blog, tu debba scrivere migliaia di parole. Questo sarebbe troppo faticoso, e poi tenderebbe a distogliere la tua attenzione da altri fattori importanti per il posizionamento. Voglio però dire che, se hai l’ambizione di finire in prima o seconda pagina – soprattutto per keyword competitive – devi scrivere parecchio. Quindi, se vuoi scrivere un articolo o un post che si posizioni particolarmente bene per una keyword che, per giunta, è competitiva, devi scrivere un bel po’.
In linea di massima, il mio consiglio è quello di scrivere post lunghi in media almeno 1.000 parole. Per esempio, la lunghezza media dei post di questo blog – che ha buoni posizionamenti su Google e, di conseguenza, riceve un buon traffico web – è di circa 1.100 parole per post. (Questo post supera addirittura le 2000 parole!).
Scrivere poco non ti sarà di grande aiuto per il posizionamento organico, a meno che tu scriva post talmente pertinenti e originali da ricevere un gran numero di link in ingresso da altri siti e blog. In questo secondo caso, ti dimostreresti un vero e proprio mago della link earning, ma – diciamoci la verità – è difficilissimo ottenere grandi quantità di link da altri progetti online, a meno di essere già qualcuno di molto autorevole nella propria nicchia.
Quindi, per ricapitolare: scrivi contenuti lunghi, soprattutto se i tuoi contenuti hanno ambizioni di posizionamento su Google – e sugli altri motori di ricerca. In effetti, a parità di altri fattori, i contenuti lunghi tendono a essere interpretati da Google come più completi, e quindi tendono a essere premiati dal motore di ricerca con un posizionamento migliore. Questa è una cosa che ho verificato più volte postando contenuti sul mio blog e sui blog dei miei clienti.

 

150: sono i caratteri del tag description

Che cos’è la description di un contenuto? È il testo di un tag – quello description, per l’appunto – che ti permette di visualizzare una sorta di anteprima del tuo contenuto nelle SERP dei motori di ricerca. Facciamo un esempio, così ci capiamo al volo: quella nel riquadro qui sotto è la description del contenuto in cui ho spiegato come trovare clienti con il web.

testo description

150 sono i caratteri che dovrebbe ospitare al massimo il testo di una description. Quindi, è bene non eccedere quel limite, altrimenti il testo visualizzato in SERP risulterà tagliato.
È anche bene ricordare che il tag description non ha un valore SEO. Questo significa che non esistono tecniche di compilazione del suo testo che ti permetteranno di ottenere un miglior posizionamento del contenuto su Google.
Il tag description ha però un potente valore in chiave marketing. Se il suo testo è persuasivo, costituirà uno stimolo per l’utente del motore di ricerca a fare click sul link del contenuto. Pertanto, il consiglio è proprio quello di prestare attenzione alla compilazione del testo di questo tag, rendendolo accattivante.
In fin dei conti, l’utente ha solo due motivi per cliccare sul tuo contenuto che trova in SERP: il tuo tag title e il tuo tag description. Bisogna scriverli in modo che entrambi siano convincenti.

 

55: sono i caratteri del title

Ne ho parlato già al punto precedente: il title, cioè il testo del tag title di un contenuto, è uno degli elementi che vengono visualizzati nelle SERP dei motori di ricerca, insieme alla description e all’URL del contenuto.
In linea di massima, il testo di un title dovrebbe contenere al massimo 57-58 caratteri. Se eccedi questo limite, il tuo title risulterà tagliato, con un effetto poco piacevole per chi scorre i risultati della SERP. Ecco, diciamo allora che, se ti mantieni entro i 55 caratteri, sei ragionevolmente sicuro di scrivere un title per i contenuti che sarà visualizzato dai motori per intero.
Di già che ci siamo, spendiamo qualche parola su questo elemento di una pagina web. Il tag title ha un potente valore SEO: è addirittura l’elemento più importante a livello di ottimizzazione SEO on site. Perciò, inserisci in esso la keyword più importante del tuo contenuto, e inseriscila prima possibile, per una questione di keyword prominence.
Nei post di questo blog scrivo il tag title e il titolo H1 identici. Lo faccio per una questione di coerenza tra ciò che l’utente trova in SERP (il tag title) e quello che poi si ritrova nella pagina del contenuto (il tag H1) dopo aver cliccato sul link in SERP. Però questa è una mia scelta personale. C’è infatti chi compila il tag title e il tag H1 in maniera differente, e ottiene comunque buoni risultati sia in termini di SEO che in termini di gradimento del contenuto da parte degli utenti che lo leggono.
Così come succede per la description, anche il tag title ha una valenza anche dal punto di vista del marketing, perché gioca un ruolo concreto nel convincere chi lo legge a fare click e visitare così il relativo contenuto. Perciò, anche in questo caso, sii più persuasivo che puoi: cerca di agganciare l’attenzione di chi scorre la SERP.

 

16 parole: è la lunghezza media “giusta” le frasi di un contenuto

Lo sai che la leggibilità di un testo ne influenza la comprensione? Questo implica che, se scrivi incasinato, saranno in pochi a capirti, anche se hai scritto un contenuto di grande valore per la tua nicchia.
Come fare allora per scrivere in maniera più comprensibile, visto anche che sul web si fa più fatica a leggere che sulla carta? Si deve misurare il grado di leggibilità dei propri contenuti web. Nello specifico, il grado di leggibilità è la valutazione di un testo in base alla complessità delle sue frasi. È un parametro inversamente proporzionale alla lunghezza media delle frasi contenute nel testo stesso. Diverse ricerche indicano che il grado di leggibilità varia come nella tabella qui sotto.

Grado di leggibilità di un testo

Una lunghezza media delle frasi troppo alta porta a farsi capire solo da pochi lettori. Ma attenzione anche all’estremo opposto: una lunghezza media delle frasi troppo bassa penalizza infatti il contenuto del testo, rendendolo troppo elementare.
L’equilibrio fra leggibilità e ricchezza di contenuti è intorno a una lunghezza media di 16. Essa consente di raggiungere circa il 75% dei lettori. Un buon compromesso.
Perciò, quando scrivi i tuoi contenuti, metti un punto fermo appena è possibile, cioè smetti di scrivere frasi interminabilmente lunghe! Basta con le subordinate e con le relative! Scrivi come mangi, cioè semplice, piano e breve. Non superare mai la media di 16 parole a frase. Con un po’ d’esercizio vedrai che ci riuscirai.

 

Ecco, questi sono quattro parametri che devi assolutamente tener presenti nel tuo lavoro di content creation per la tua azienda. Si tratta di indicazioni numeriche fondamentali: se le trasgredisci, non avrai gli stessi risultati in termini di efficacia per la tua comunicazione e per la tua SEO. Insomma: la tua content strategy avrà serie difficoltà a centrare i propri obiettivi. E questo vorrà dire: niente potenziali clienti che si accorgono del tuo business, niente vendite online e, di conseguenza, nessun ROI positivo!

E tu, come la vedi? Conosci altri parametri numerici che vale la pena di segnalare? Ci sono cioè altri indicatori di tipo numerico che si rivelano utili nella creazione e nell’ottimizzazione dei contenuti per il web? Lascia un commento qui sotto e di’ la tua! Condividi con tutti noi quali sono gli elementi che permettono a un’azienda di fare content marketing in maniera vincente!

 

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contenuti di valoreQuesto post che indica alle aziende quali sono i numeri che contano per creare contenuti web che siano davvero efficaci è stato creato e pubblicato da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione e marketing per le aziende, come business writer e come content creator. Il mio obiettivo è far riuscire a vendere più prodotti e servizi alle aziende, sia quelle B2C che quelle B2B.
Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, visitato da migliaia di persone ogni giorno. Sono anche l’autore del libro “Scrivere per il web 2.0”.
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