Frequenza di rimbalzo: come abbassarla con il content marketing?

content marketingSei ossessionato dalla frequenza di rimbalzo del tuo sito web o del tuo blog perché è troppo alta? Non ti preoccupare, in questo articolo ti darò alcuni consigli che fanno leva sul content marketing per abbassarla.

Per ridurre la frequenza di rimbalzo in modo consistente e duraturo puoi fare una cosa: proporre ai tuoi visitatori contenuti di qualità. In effetti, i contenuti di questo tipo sono gli unici che possono garantirti da un lato un incremento di traffico web, dall’altro una maggiore coinvolgimento dei visitatori nei confronti del tuo sito o del tuo blog. Non a caso, i contenuti di qualità sono al centro di qualsiasi strategia di content marketing!

Prima di proseguire, una premessa. Ricordiamo che la frequenza di rimbalzo è la percentuale di visitatori che arrivano su una pagina web e che la abbandonano senza aver compiuto alcuna azione. Un fenomeno piuttosto spiacevole da osservare per qualsiasi webmaster. Perché sta a significare, verosimilmente, che il visitatore è arrivato sulla pagina web, l’ha vista, non l’ha trovata in linea con le sue esigenze ed è andato altrove.

Attenzione a una cosa però: ho usato l’avverbio “verosimilmente”. Il che significa che non sempre la chiave di lettura fornita nel paragrafo precedente è corretta. Cioè: non sempre una frequenza di rimbalzo elevata equivale a un allarme di pericolo urgente. Per molti blog è infatti naturale avere una frequenza di rimbalzo alta. Come mai? Per esempio, succede che i loro visitatori abituali entrino nel blog, vedano che non ci sono nuovi post e se ne vadano subito. Si tratta di un fenomeno che tanti blogger conoscono. Questi visitatori si fermeranno a leggere solo quando troveranno nuovi contenuti pubblicati sul blog.

Quello che voglio quindi dire è questo: non farti venire l’ansia a causa della frequenza di rimbalzo del tuo sito web o del tuo blog. È nella norma che essa assuma un valore tra il 50% e il 60% circa. Perciò, puoi benissimo creare un sito o creare un blog che abbia un cosiddetto bounce rate elevato, ma che funziona lo stesso alla grande!

Se però la tua frequenza di rimbalzo viaggia stabilmente sopra l’80%, allora è il caso di intervenire per provare a ridurla. Una buona idea potrebbe essere quella di agire attraverso la SEO (cioè la search engine optimization), affinché gli utenti web della tua nicchia ti trovino più agevolmente. Farti trovare più facilmente su Google da chi cerca contenuti come i tuoi ti permetterà di alzare la percentuale di pubblico maggiormente motivato a navigare il tuo sito o blog. Questo abbasserà il bounce rate.

L’altro modo per abbassare la frequenza di rimbalzo è quello che costituisce l’oggetto di questo post, e cioè creare contenuti di qualità nell’ottica di una strategia di content marketing.

Progettare e pubblicare contenuti pertinenti, interessanti e originali funziona alla grande. Perché significa dare un reale valore aggiunto a ciò che i visitatori leggeranno. L’obiettivo è dunque attirare, fidelizzare e rendere partecipi i visitatori. Per fare questo, occorre ovviamente che il web writer che progetta i contenuti conosca molto bene la nicchia per cui scrive, le modalità di comunicazione preferite dai componenti della nicchia, i loro bisogni e i problemi a cui vogliono trovare soluzione.

Di colpo, la pubblicazione di contenuti di qualità riuscirà a operare una vera e propria magia. I visitatori iniziaranno a leggere di più e la frequenza di rimbalzo, come nel caso dell’uso della SEO, si abbasserà. Non solo: gli uenti web del sito o del blog cominceranno a condividerne gli articoli o i post sui social media.

Certo, creare contenuti di qualità non è semplice. Occorre conoscere bene le regole del web writing. E poi, come detto, serve conoscere perfettamente la propria nicchia, e rimanere aggiornati sulle principali novità che la riguardano. Tutto ciò costa tempo e denaro. Ma è anche l’unica via certa per essere efficaci, e non solo nell’abbassare la frequenza di rimbalzo del sito o del blog. Insomma: vuoi che la tua presenza sul web inizi a darti reali soddisfazioni? Mettiti a creare contenuti di qualità.

A tuo giudizio, quali altre misure si possono adottare per ridurre la frequenza di rimbalzo? Più in particolare: secondo te, come può il content marketing contribuire ad abbassare il bounce rate di un sito web o di un blog?

4 pensieri su “Frequenza di rimbalzo: come abbassarla con il content marketing?

  1. Daniele

    La mia ora è quasi del 77%, ma è sempre stata alta. Ho inserito anche i suggerimenti ad altri post, come consigliato in altri blog. Per un periodo si è abbassata al 70% circa.

    Nei blog comunque so che è alta. Non mi sembra però di pubblicare contenuti scadenti.

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    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Ciao Daniele!

      Direi che è IMPOSSIBILE mettere in discussione la qualità dei tuoi contenuti, perciò nel tuo caso direi che quel valore della frequenza di rimbalzo non è assolutamente preoccupante! 🙂

      In questo blog è intorno al 65%, in lenta discesa. Ma non sono preoccupato. Anche perché sulla definizione che Google dà di frequenza di rimbalzo avrei da dissentire. 🙂

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  2. Daniele

    Grazie 🙂

    Un 65% mi andrebbe bene. Vorrei capire perché è bassa. Forse devo controllare su quali post resta meno il lettore.

    Che dice Google sulla frequenza?

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    1. Alessandro Scuratti Autore articolo

      Google Analytics dà questa definizione: “La frequenza di rimbalzo è la percentuale di visite che non vanno oltre la pagina iniziale prima di uscire da un sito”.

      A me, pare una definizione carente. Bisognerebbe legarla in qualche modo alla variabile tempo. Facciamo infatti un esempio usando la definizione di Google. Ammettiamo che un visitatore arrivi su una pagina web e la legga per minuti (segno che l’ha trovata interessante) e poi se ne vada senza leggerne altre. Per Google è stato “rimbalzato”. Ma non è vero.

      Rispondi

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