Come cambia la punteggiatura sul web [podcast]

Punteggiatura sul webCome cambia la punteggiatura sul web? In questo nuovo podcast, chiacchiero per oltre trenta minuti di quelli che sono gli adattamenti che la punteggiatura deve fare al web writing. Già, perché la scrittura online ha cambiato qualcosa anche nell’uso dei cosiddetti segni di interpunzione.

Come vedremo, alcuni segni della punteggiatura si adoperano online allo stesso modo che sulla carta, alcuni modificano leggermente il loro utilizzo, altri assumono una vera e propria vita nuova! Insomma: valeva la pena dedicare una puntata del podcast anche a questo tema. Anche perché, come sostengo da anni, si capisce se una persona sa scrivere davvero, sia che si occupi di scrittura creativa che di business writing, se sa usare bene la punteggiatura!

Vi lascio ora al podcast. Più sotto, trovate una breve traccia di quello che ho spiegato nella puntata.

punteggiatura sul web

punteggiatura web

Che cos’è la punteggiatura? Come dice Wikipedia, la punteggiatura è la serie di simboli che usiamo nella lingua scritta per iniziare e terminare frasi o parti di discorso o parole.

La punteggiatura è fondamentale: senza di essa gli scritti, di qualsiasi tipo, sarebbero illeggibili. La mia attenzione si è concentrata sull’analisi di dieci segni di interpunzione. Vediamo quali:

  1. Il punto (o punto fermo). Chiude la frase. Il suo uso è identico sul web a quello che si fa sulla carta.
  2. La virgola. Dà una breve pausa al ritmo della frase. La regola vuole che non si metta mai la virgola tra soggetto e verbo oppure tra verbo e complemento. Il suo uso nel web writing non cambia. Un consiglio: crea sempre frasi brevi, nel rispetto del grado di leggibilità dei tuoi testi online!
  3. Il punto e virgola. Segna una pausa nel ritmo della frase che è più forte di quella della virgola e più debole di quella del punto. Sta scomparendo dalla scrittura su carta. Sul web è inutilizzato.
  4. I tre puntini di sospensione. Indicano una pausa prima di introdurre una frase importante. Se ne abusa fin troppo, sia sulla carta che sul web. Non usateli, se non c’è una buona ragione! Anche perché, a livello psicologico, l’abuso dei tre puntini di sospensione è segno della volontà di dire e non dire, cioè rappresenta la manifesta fuga dalla difficoltà di esprimere il proprio stato d’animo.
  5. I due punti. Spiegano la frase che li precede. Da usare senza freno sul web, perché chiarificano il proprio messaggio, e questa è una cosa quanto mai utile per i lettori online, che desiderano chiarezza, velocità e agilità espressive.
  6. Il punto esclamativo. Dà enfasi a una frase. Segno di interpunzione fin troppo abusato, è da usarsi solo nei casi di effettiva necessità. Nel web è invece indicatissimo per le call to action.
  7. Il punto interrogativo. Come tutti sappiamo, serve a indicare che una frase contiene una domanda. Ottimo per i titoli: i titoli sotto forma di domanda attirano la curiosità di chi legge.
  8. Le virgolette. Quelle caporali ( « » ) sono quelle da usare nella maggioranza dei casi: nei dialoghi, nelle citazioni in prosa, quando si usano le parole in un senso diverso dal loro, nei titoli delle opere (per esempio, i libri). Le virgolette alte ( ” ” ) vanno invece usate in un solo caso: per le parole che andrebbero messe tra virgolette all’interno dei dialoghi. Nel web, la consuetudine ha fatto in modo che si utilizzino solo le virgolette alte, un po’ per tutte le esigenze di comunicazione.
  9. Le parentesi tonde. Servono a dare una breve indicazione accessoria. Meglio non abusarne, sia nel web che sulla carta stampata.
  10. Le parentesi quadre. In italiano hanno un uso limitatissimo: inserire un commento o una precisazione all’interno di una citazione. Sul web hanno due utilizzi interessanti: nei titoli e nelle call to action. In entrambi i casi, concorrono ad attirare l’attenzione del lettore e a focalizzarla su un breve messaggio specifico.

 


web writingQuesto post che illustra l’uso della punteggiatura nel web writing è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da 19 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio blog, che raccoglie migliaia di visite ogni giorno. Sono l’autore del libro Scrivere per il web 2.0.
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