3 dritte per scrivere titoli che attirano i lettori [infografica]

scrivere titoli efficaciCome puoi scrivere titoli più accattivanti per i tuoi contenuti web? In altre parole: come puoi fare in modo che i titoli dei tuoi articoli o e post spingano il tuo pubblico a tuffarsi nella loro lettura?

Ho già parlato in altri post delle tecniche più efficaci per scrivere titoli che funzionano. Per esempio, ne ho scritto qui e qui. Navigando online, mi sono però imbattuto in un’infografica di CoSchedule – qui a destra, cliccaci sopra per ingrandirla –, che ci dà tre suggerimenti da valutare con una certa attenzione.

D’altronde, scrivere buoni titoli è oggi più che mai indispensabile. Non ci credete? Allora leggete i dati statistici che riporta l’infografica: ogni giorno, vengono pubblicati sul web 2 milioni di post, vengono inviate 294 miliardi di e-mail e vengono prodotte 864.000 ore di video fruibili online. Come pensate di farvi notare dal vostro target in mezzo a un rumore di fondo così assordante?  🙂

Il modo più efficace per distinguersi dalla massa è sicuramente quello di pubblicare contenuti di qualità. D’altro canto, questa è la regola numero uno di qualsiasi content strategy: solo dando valore si riceve in cambio attenzione – e autorevolezza. Ma anche i titoli dei contenuti giocano un ruolo decisivo.

Perciò, se vi state chiedendo perché investire del tempo a pensare a quale titolo scrivere per ognuno dei vostri articoli, l’infografica vi risponde puntualmente: pare che, sebbene 8 utenti web su 10 leggano i titoli dei contenuti, solo 2 su 10 facciano clic per andare a leggere i relativi contenuti! Di più: scrivere un titolo ben studiato può incrementare il traffico web verso i vostri siti, blog o e-commerce fino al 500%!

La cosa non va dunque presa alla leggera: un buon titolo può portare tanti lettori, mentre un titolo scritto male può farne perdere parecchi, anche se il relativo contenuto è in realtà di grande valore. Premesso ciò, andiamo dunque a vedere quali sono i tre suggerimenti su come scrivere titoli che attirino il clic dei lettori in maniera irresistibile.

 

  1. Occhio alle parole che si adoperano

    Nei titoli funzionano benissimo i superlativi, mentre sono da evitare le parole negative. Giusto per fare alcuni esempi, l’infografica ci suggerisce di adoperare parole ed espressioni come: il migliore, sempre, il più veloce, il più facile, il più grande, perfetto, top. Al contrario, sono da evitare parole ed espressioni come: mai, il peggiore, niente, nessuno, stop, evitare, non.
    Per quella che è la mia esperienza, non sono tanto le singole parole o espressioni – positive o negative – a rendere un titolo più o meno invitante. L’importante è trasferire valore al lettore. Cioè: più che stare attenti alla specifica parola, occorre creare titoli davvero accattivanti, che facciano pregustare la lettura di un contenuto di grande valore – poi, chiaramente, il contenuto deve mantenere la promessa di valore fatta nel suo titolo, sennò il lettore si sentirà giustamente preso in giro.
    Per esempio, un titolo come “I 10 segreti per scrivere titoli irresistibili” è una buona scelta, e si accorda anche con il consiglio dell’infografica. Ma secondo me anche un titolo come “5 errori da non fare mai nello scrivere un titolo” va bene. Insomma: ciò che conta è colpire l’attenzione di chi legge, facendogli percepire tutto il valore del nostro contenuto. Dobbiamo sempre offrire soluzioni concrete ai problemi della nostra nicchia, e usare un tono motivante e perentorio: i clic al contenuto aumenteranno di conseguenza.

  2. Occhio all’inizio e alla fine del titolo

    L’infografica ci spiega poi di focalizzarci sulle prime tre e sulle ultime tre parole del titolo. Per la serie: la gente è colpita in particolar modo dall’inizio e dalla fine. Considerando però che in media un titolo sul web – l’ho letto da qualche parte – ha una lunghezza di 7 parole, allora direi che è il caso di concentrarsi su tutta la sua lunghezza. Se dovessi proprio scegliere, mi concentrerei più che altro sul suo inizio, ma per un motivo squisitamente SEO: all’inizio inserirei infatti la keyword principale per cui mi interessa ottimizzare il mio contenuto.

  3. Occhio alle maiuscole e alle minuscole

    Un altro trucco per guadagnare gli utenti alla lettura? Avete mai pensato di giocare con le minuscole e le maiuscole? Ci sono tre possibilità. La prima è quella di scrivere la prima lettera della prima parola in maiuscolo, e tutte le altre lettere in minuscolo, come avviene comunemente in qualsiasi scritto, nel rispetto delle regole della punteggiatura (“I 10 segreti dei titoli che attirano clic”). Beh, questa è appunto una soluzione standard, e direi che è una scelta che va bene.
    Poi, c’è la possibilità di scrivere tutto il titolo in maiuscolo (“I 10 SEGRETI DEI TITOLI CHE ATTIRANO CLIC”). Qui direi invece di evitare: scrivere tutto in maiuscolo dà la sensazione dell’urlato.
    Infine, c’è la strada dell’usare la maiuscola per ogni parola del titolo (“I 10 Segreti Dei Titoli Che Attirano Clic”). Questa idea è interessante, e la si potrebbe valutare per il proprio sito o blog, monitorando se il suo uso porta un beneficio nel tempo.
    In realtà, c’è anche una quarta via, che a me piace molto. Ed è quella di scrivere in maiuscolo una o due parole del testo, per rafforzare il concetto e attirare l’attenzione del potenziale lettore. Ecco un esempio di quel che voglio intendere: “10 SEGRETI per scrivere TITOLI che attirano clic”.

 

Ecco, questi erano i tre suggerimenti per scrivere titoli per il web capaci di attirare i visitatori sul tuo sito o sul tuo blog. E tu, che ne pensi? Secondo la tua esperienza, si tratta di indicazioni efficaci per stimolare il pubblico alla lettura dei contenuti? Quali altri suggerimenti ti sentiresti di proporre a chi vuole aumentare le probabilità che i propri testi online siano letti dal target a cui si rivolge?

 


Alessandro ScurattiQuesto post sul modo più efficace di progettare titoli per i contenuti web è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e blogger.
Da 19 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, che raccoglie migliaia di visite al giorno. Sono autore di “Scrivere per il web 2.0”.
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