Che cos’è il native advertising? Quali vantaggi dà la pubblicità nativa alle aziende?

che cos'è il native dvertising?Che cos’è il native advertising? E quali benefici dà alle aziende che decidono di metterlo in pratica? Risponderò proprio a queste domande nel post di oggi, che rappresenta una guida passo-passo alla pubblicità nativa.

Ma da quali esigenze nasce questo nuovo formato pubblicitario? È bene osservare che, da sempre, il mondo del digital marketing è in costante evoluzione. Lo è anche perché gli inserzionisti pubblicitari si sforzano di trovare soluzioni più efficaci per aumentare lead e conversioni. In effetti, il fenomeno della banner blindness è oramai diffusissimo, l’interruption marketing non funziona più e i costi della tradizionale pubblicità a pagamento sono sempre più alti. Che fare per farsi notare dai potenziali clienti?

In questo scenario, una delle strategie promozionali che sta trovando sempre più diffusione è proprio il native advertising. È tanto usato perché è efficace nel promuovere i prodotti e i servizi delle aziende. Ma cosa significa esattamente l’espressione? E quali vantaggi può offrire alle aziende questa pratica? Lo vediamo subito!

 

Qual è la definizione di native advertising?

La pubblicità nativa è una promozione che viene posizionata nella porzione della pagina web dove ci sono i contenuti. Quindi, a differenza degli annunci tradizionali, che si distinguono nettamente dal resto del contenuto, il native advertising si fonde con il contenuto stesso della pagina. È cioè naturalmente inserito nel contenuto, che è poi la parte più interessante per l’utente che legge – e che rappresenta il potenziale cliente.

Nello specifico, questo tipo di pubblicità può assumere varie forme: testuale, grafica, video o un misto delle precedenti. Qualche esempio? Ecco alcuni dei più comuni:

  • Annunci testuali o grafici o video immersi nel testo della pagina web
  • Annunci di vario tipo inseriti nella timeline dei social network
  • Annunci negli elenchi di risorse utili
  • Annunci sponsorizzati nelle SERP dei motori di ricerca
  • Annunci nei contenuti delle newsletter

Più in generale, qualunque pubblicità sia immersa nell’area “calda” di una pagina web, cioè quella in cui gli utenti online guardano perché lì ci sono i contenuti più interessanti per loro, rientra nella categoria di native advertising. Se vogliamo, questa promozione sfrutta la stessa logica del content marketing: pubblicare contenuti di qualità con una call to action finale. Oppure, sempre per fare un’analogia, si tratta della stessa logica di un pubbliredazionale. Vale a dire di un testo pubblicitario che sembra però un articolo di giornale.

Un’osservazione importante. Questo tipo di promozioni vanno obbligatoriamente rese identificabili come pubblicità dal webmaster del sito. Il che significa che occorre apporre loro la dicitura “annuncio sponsorizzato”. Ciò per non ingannare l’utente che le vede.

 

Quali sono i vantaggi del native advertising per le aziende?

Se stai pensando che fare pubblicità nativa sia una cosa che si possono permettere solo i grandi brand, ti sbagli. Tutte le aziende, indipendentemente dalle dimensioni e da ciò che vendono e a chi lo vendono, possono promuoversi in questo modo. Con quali vantaggi? Ecco un elenco dei principali benefici che anche una PMI può ricavare:

  • Un aspetto naturale della propria pubblicità, che non disturba gli utenti web

    Uno dei principali benefici del native advertising è il suo integrarsi in modo naturale con il contenuto del sito che lo ospita. In altre parole, gli annunci nativi si mescolano al testo degli articoli dei siti e dei blog e ai post sui social network. Grazie a ciò, risultano meno invasivi, perché rispettano la user experience. Di riflesso, gli utenti online li notano e li cliccano di più.
  • Un maggior coinvolgimento degli utenti online

    Come già indicato, dal momento che i native ads si fondono con i contenuti del sito che li ospita, le persone sono più propense a interagire con essi. La familiarità visiva e il tono congruente con il contenuto circostante favoriscono non solo le views, ma anche le interazioni. A tutto vantaggio della CRO!
  • Un aumento della credibilità del brand

    La presenza non invasiva di annunci nativi contribuisce a incrementare la credibilità dell’azienda, perché non assomiglia a una pubblicità chiassosa. In effetti, gli utenti sono più inclini a percepire un annuncio nativo come parte integrante della loro esperienza di navigazione anziché come un tentativo di vendita forzata. Questa percezione positiva può tradursi in una maggiore fiducia nei confronti della marca.
  • L’adattabilità a diverse piattaforme

    Il native advertising si può fare sui siti web, sui blog, sugli e-commerce, sui social, sui forum, sulle app ecc. Questa flessibilità consente alle aziende di raggiungere il proprio pubblico in target su vari canali. E ciò garantisce una maggiore visibilità delle campagne pubblicitarie.
  • Una migliore esperienza di navigazione da mobile

    Gli annunci nativi sono progettati per essere responsivi e, di conseguenza, offrono un’esperienza d’uso ideale, anche su dispositivi mobili. Ciò migliora l’efficacia delle campagne pubblicitarie, in particolare sui device mobili.

Non scordiamo il fatto che, ovviamente, anche gli editori, cioè i proprietari dei siti che vendono la pubblicità, hanno un beneficio dal native advertising. Per loro è infatti un nuovo ed efficace modo di monetizzare i propri contenuti.

Dunque, la pubblicità nativa è una forma di promozione in cui tutti guadagnano qualcosa: le aziende inserzioniste vedono aumentare il ROI delle proprie pubblicità, i webmaster dispongono di un nuovo modo per vendere gli spazi pubblicitari sui propri siti e, da ultimo, gli utenti online sono sottoposti a una pubblicità meno aggressiva e spesso più rilevante dei classici banner. Questi ultimi, in effetti, si limitano a sparare nel mucchio e sono spesso fastidiosi.

Le statistiche confermano i benefici di tale innovativa forma di pubblicità. Per esempio, uno studio condotto da Nielsen ha rivelato che il 25% degli utenti online guarda gli annunci nativi più a lungo rispetto agli annunci display tradizionali. La stessa indagine ha mostrato che le promozioni native sono considerate più credibili – sempre in confronto agli annunci display tradizionali – da oltre il 50% del campione intervistato. Oltre a ciò, un sondaggio di Sharethrough e IPG Media Lab ha rilevato che il 32% degli utenti dichiara di trovare il native advertising più interessante in paragone agli annunci più comunemente usati. Da ultimo, le ads native si sono dimostrate particolarmente efficaci sui dispositivi mobili: secondo un rapporto di eMarketer, più del 60% degli investimenti in pubblicità nativa degli ultimi anni è stato destinato proprio ai dispositivi mobili.

 

Tiriamo le somme sulla pubblicità nativa…

Il native advertising è senz’altro una potente tattica di web marketing. Di riflesso, offre numerosi vantaggi alle aziende. La sua capacità di integrarsi in modo naturale con il contenuto del particolare sito, combinata a un maggiore engagement degli utenti e a una migliore segmentazione, lo rende una scelta ideale per le rendere più efficaci le campagne pubblicitarie online.

Allo stesso tempo, è fondamentale che le aziende pianifichino ed eseguano le loro campagne native con attenzione, assicurandosi che il contenuto sponsorizzato si allinei ai valori del brand e fornisca un reale valore aggiunto ai lettori. Solo così la pubblicità nativa può rappresentare una risorsa preziosa per le aziende che cercano di distinguersi agli occhi dei propri potenziali clienti.

E tu, che cosa ne pensi? Hai mai usato il native advertising per reclamizzare la tua azienda? Come sono andate le relative campagne promozionali? Sei riuscito a misurare un incremento di view, clic e, soprattutto, vendite? Lascia un commento qui sotto! Condividi con noi tutti quella che è la tua opinione sulla pubblicità nativa!

 

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native advertising o pubblicità nativa: qual è la definizione?Questo post che ti spiega che cos’è il native advertising o pubblicità nativa è stato scritto da Alessandro Scuratti, consulente di marketing e comunicazione.
Da oltre 20 anni mi occupo di marketing e comunicazione per le aziende, aiutandole ad andare sul mercato con l’obiettivo di vendere di più. Dal 2011, gestisco questo mio blog personale, visitato da migliaia di persone ogni giorno. Sono anche l’autore del libro “Scrivere per il web 2.0”.
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