Community manager di una pagina Facebook: intervista a Daniela

community managerLa mia passione per il web writing nasce da un profondo amore per la scrittura e per la lingua italiana. Su Facebook, seguo diverse pagine dedicate proprio alla scrittura e alla difesa dell’italiano corretto. Una delle pagine Facebook che più mi piacciono è Apprezzare gli Italiani che sanno scrivere in italiano.

“Apprezzare” è uno spazio in cui vengono raccolti pensieri, strafalcioni, citazioni, vignette, immagini, viaggi mentali, parole sparse. Nella sezione delle informazioni, possiamo leggere questo simpatico e veritiero messaggio: “Il latino è una lingua morta. Il greco antico è una lingua morta. Anche l’italiano non si sente troppo bene”.

Nonostante questa pagina sia aperta da pochi mesi, ha già raggiunto i seimilacinquecento fan. Spinto dalla qualità dei contenuti che vi vengono condivisi e dalla curiosità di capire i motivi di un successo tanto rapido, ho voluto conoscere gli amministratori della pagina. In realtà, ho scoperto che “Apprezzare” è il progetto di una sola persona: Daniela.

Andiamo dunque a conoscere Daniela e, in particolare, sentiamo che cosa ci racconta sulla sua attività di community manager per la pagina Facebook che ha creato.

 

Ciao, Daniela, e grazie per la tua disponibilità. Inizio chiedendoti di parlarci un po’ di te: qual è la tua formazione e che cosa fai nella vita?
Ciao Alessandro e grazie per questa opportunità, sono davvero contenta di poterti parlare del mio piccolo spazio virtuale. Procedo con la tua domanda. Mi sono diplomata presso l’Istituto Magistrale “Matilde di Canossa” di Reggio Emilia nel 2002, dove ho frequentato il corso sperimentale socio-psico-pedagogico, seguendo la mia predisposizione per le materie umanistiche e letterarie. Ho sempre preferito le lettere dell’alfabeto e le regole grammaticali ai numeri e alle formule scientifiche e matematiche. Nella vita mi occupo di ben altro: da sette anni lavoro in uno studio notarile, dove tutto ciò che scrivo sono mutui, contratti e documenti poco entusiasmanti e creativi, ma per i quali precisione e padronanza delle regole grammaticali sono indispensabili.

 

Quando e perché hai avuto l’idea di creare su Facebook “Apprezzare gli Italiani che sanno scrivere in italiano”?
L’idea è nata qualche mese fa, un po’ per riempire le vuote e fredde serate invernali, un po’ perché scrivo da sempre per comunicare, è una cosa che mi piace molto; dallo scambio di lettere con gli “amici di penna” ai diari, prima tradizionali, poi virtuali. Per anni ho curato un mio blog, abbandonato tristemente in un momento particolare della mia vita. “Apprezzare” nasce così, dalla voglia di conversare, confrontarmi e creare qualcosa di interessante.

 

Che fosse o no nei tuoi progetti, la tua pagina Facebook ha nel momento in cui scrivo oltre 6.500 fan, che crescono sempre più. Questo fa di te una vera e propria community manager. Come ti trovi in questi panni? Come ti organizzi nell’attività di gestione della pagina?
Wow! Mi fa effetto considerarmi una community manager, visto che a stento so organizzare gli aspetti più banali della mia vita quotidiana, però effettivamente è così. Questo traguardo, oltre all’impegno personale, è frutto anche del passaparola e della collaborazione di altre pagine, che mi hanno segnalata al loro pubblico nel momento in cui mi sono lanciata in quest’avventura. Gestire una pagina Facebook richiede tanta pazienza e impegno, soprattutto se la si vuol rendere viva e originale; dai contenuti simili alla mia ce ne sono tantissime e, a mio avviso, “Apprezzare gli Italiani che sanno scrivere in italiano” funziona perché sono presente, non mi limito a inserire post, ma li commento con i lettori, cercando di creare dialogo e confronto. L’organizzazione… Quanto mi fa ridere pensare al “dietro le quinte” della mia pagina. Diciamo che gran parte del materiale è salvato sul mio pc, in cartelle divise per argomenti. Citazioni, immagini, poesie, testi di canzoni, filastrocche e via dicendo, poi ho creato una raccolta di tutto ciò che non arriva da me, ma dai lettori, che sono attivissimi e contenti di collaborare. Per i contenuti mi avvalgo inoltre delle parole e dei pensieri di altri utenti, ci sono tanti talenti nascosti nelle piccole pagine sconosciute, mi piace scoprirle e far scoprire le loro brillanti riflessioni ai miei lettori. Infine ci sono i supporti cartacei: libri, diari e fotografie. La pagina viene aggiornata quasi quotidianamente, dal buongiorno alla buonanotte e spesso, grazie alla possibilità data dalle impostazioni di Facebook, pianifico e programmo i post decidendo a che ora dovranno essere pubblicati, così nei giorni in cui sono sommersa dal lavoro o dagli impegni, posso comunque garantire un minimo di attività e presenza.

 

Come dicevamo, “Apprezzare gli Italiani che sanno scrivere in italiano” sta diventando una community sempre più numerosa. E tu interagisci spesso con i fan, come è giusto che faccia una brava community manager. Questa interazione così stretta è un’attività che ti dà soddisfazioni? Ti porta via molto tempo?
Mi dà tantissime soddisfazioni. La pagina è associata a un profilo creato unicamente per gestirla, ciò che dico, scrivo e condivido, porta a margine il nome e la firma di “Angela” che, come tutti sanno, è un’identità di pura invenzione. Ormai è diventata parte di me, credo che continuerò a chiudere i miei post così, come Angela. Sono tantissime le ragazze che mi scrivono ogni giorno: per un saluto, per segnalarmi una bella citazione, un buon libro o uno strafalcione linguistico, dopo quasi sei mesi di attività ho creato legami intensi con alcune di loro, sotto quest’aspetto la Rete mi ha dato modo di scoprire persone davvero meravigliose, aiutandomi anche a superare momenti di solitudine e tristezza. Le ore che dedico alla mia pagina variano in base ai giorni e agli altri impegni, solitamente dal lunedì al venerdì sono molto presente al mattino presto e alla sera, mentre durante il fine settimana e nei giorni festivi posso anche non accedere. Diciamo che, avendo molto tempo libero, ho scelto di impiegarlo in questo modo.

 

Secondo te, la lingua italiana corre qualche pericolo? Per esempio, si dice sempre più spesso che il congiuntivo sia in via di estinzione. Tu come la vedi in generale?
In generale noto molta pigrizia, già da tempo si è diffusa questa tremenda tendenza ad abbreviare le parole sostituendo o omettendo direttamente le lettere per abbreviarle. Quest’uso smodato della “k” in sostituzione della lettera “c” e l’omissione delle vocali da alcune parole deturpano gli splendidi vocaboli della nostra amata lingua. Per quanto riguarda la morte del congiuntivo, così come dei segni di punteggiatura, entra in gioco l’ignoranza, e su questo punto voglio fare una precisazione, come spesso sottolineo anche sulla pagina. C’è l’ignorante disattento, quello che svogliatamente scrive o che, pur avendo una laurea (e succede troppo spesso), sbaglia e continua a sbagliare vergognosamente. Dall’altra parte c’è l’ignorante “non colpevole”, e rientrano in questa categoria soprattutto, ma non solo, le persone adulte che non hanno avuto alcuna opportunità di apprendere le basi dell’italiano. Molti dei nostri genitori non hanno nemmeno il diploma, non dimentichiamo che la lingua italiana è molto complessa, io stessa sbaglio e mi lascio correggere, perché certe regole grammaticali possono sfuggirmi.

 

Che ruolo hanno i libri nella tua vita? Quanto è importante per te la lettura?
Non ti dico che i libri sono tutto, ma per me i libri sono tanto. Tantissimo. Ho iniziato a leggere libri autonomamente sin da bambina, mia madre mi accompagnava in biblioteca e con cura sceglievo le mie letture. Sono cresciuta in un piccolo paese, unica bambina in un quartiere di maschietti, sorella maggiore di due fratelli: i libri erano le mie amiche e il mio svago principale, anche se posso dire di saper pescare, giocare a calcio e “combattere”. Crescendo, il mio amore per i libri si è mantenuto costante, non esco mai senza un testo in borsa e leggo davvero ovunque. Mi piace perdermi nella lettura, scoprire, imparare, innamorarmi, infuriarmi con un personaggio. Leggere è un’attività vitale per me.

 

Ti piace un genere letterario in particolare oppure sei una lettrice onnivora?
Sono una lettrice onnivora, ma il genere varia in base al periodo o alla necessità del momento. Posso trascorrere mesi immersa in una saga fantasy, in gialli e misteri da risolvere, oppure saltare da una storia d’amore a un romanzo storico, ma non sono amante dei fumetti e mi considero a digiuno di poesia. Leggo per amore della parola scritta, perché la mia vita ha bisogno di fantasia e di possibilità, di sospiri e di azione, di lacrime e di sogni, di tragedie e di dolore. La lettura è il mio concime, mi fortifica, mi accompagna da sempre e mi arricchisce. Potrei star qua ore a parlarti di quanto ricevo e ricavo dai libri, raccontare queste cose non mi stanca mai, non mi annoia e mi rigenera.

 

Nella tua pagina su Facebook riporti spesso riflessioni o brani di vari autori, conosciuti o meno conosciuti. Potresti consigliarci due-tre libri che ritieni davvero imperdibili?
Questa per me è la domanda delle domande, la mia risposta varia di continuo, perché mi innamoro di tutti i libri e ogni volta che ne finisco uno, sento che è diventato il mio preferito e ne parlo per giorni e giorni, fino alla scoperta di una nuova storia. Per me tutto ciò che ho letto vale la pena di esser letto, così come sono curiosa di scoprire l’infinità di opere che mi attende. Se ti indicassi tre classici, farei un torto ad altri tremila, quindi mi limiterò a indicartene tre che porto nel cuore. Il mio libro d’infanzia: “Il gufo che aveva paura del buio” di Jill Tomlinson. La mia storia d’amore e di vita preferita: “La ragazza delle arance” di Jostein Gaarder. Il libro in cui l’autore sembra parlar di me: “Margherita Dolcevita” di Stefano Benni.
Resta comunque molto riduttivo, ti consiglierei decine e decine di titoli, come fanno i miei lettori ogni volta che terminano un bel libro e vengono a raccontarmi quanto sia stato emozionante, avvincente o imperdibile!

 

Talvolta, segnali anche qualche strafalcione ortografico o grammaticale. Puoi farci qualche gustoso esempio?
Nella classifica degli errori (o, come li chiamiamo noi, “Orrori”), oltre ai già menzionati congiuntivi, troviamo:
1) I verbi intransitivi che diventano transitivi: “Ti salgo la bambina”, “Scendi il cane che lo piscio”, “Escimi la torta dal forno”.
2) Accenti e apostrofi usati a sentimento: “Un’abbraccio”, “Un pò”, “Qual’è”, “Un amica”.
3) La mancanza dei segni di punteggiatura: “Ho mangiato mamma” al posto di “Ho mangiato, mamma!”
La lista è infinita e a tal proposito ci sono numerose altre pagine che, ridendo e ironizzando, segnalano il fenomeno, evidenziano l’errore e spronano i lettori a correggere e a correggersi.

 

In quanto community manager, crei a tutti gli effetti contenuti per il web. Qual è il tuo rapporto con il web writing, cioè la scrittura per il web? Usi le sue tecniche per comunicare sulla tua pagina Facebook?
In parte sì, seppur non volutamente o in maniera studiata. Diciamo che ho creato una pagina Facebook e l’ho strutturata seguendo il mio gusto personale e chiedendomi “Cosa mi piacerebbe leggere? Come lo vorrei visualizzare?”, ed ecco nascere “Apprezzare gli italiani che sanno scrivere in italiano”. Cerco sempre di creare link interessanti e curo molto l’aspetto visivo, la scelta delle immagini da associare, l’originalità delle citazioni e, soprattutto, la loro correttezza grammaticale. Talvolta personalizzo il tutto scrivendo io stessa, rendendo la mia pagina “diversa”, “mia”, e nel farlo sto attenta non solo al contenuto, ma anche alla forma visiva, all’impatto su monitor. Andare a capo, controllare gli spazi e cose di questo tipo. A differenza di un blog, su una pagina Facebook non puoi evidenziare o utilizzare il grassetto, quindi bisogna stare attenti ai dettagli.

 

Per finire: quali sono i tuoi progetti per la tua pagina Facebook nel breve periodo? E nel lungo?
“Apprezzare gli italiani che sanno scrivere in italiano” è un raccoglitore di contenuti molto vari, non ha alcuna pretesa o ambizione. Sia nel breve che nel lungo periodo, conto di mantenere quest’impostazione e questa formula che, a giudicare dai risultati, è efficace. Mi diverte e allo stesso tempo mi dà l’occasione di condividere pensieri, opere, punti di vista e “belle parole” con altri lettori incalliti e amanti della lingua italiana.

 

Dovrebbero esistere molte più persone come Daniela: la sua passione per la lingua italiana, per la lettura, per la chiarezza e correttezza espositiva sono encomiabili. Il suo lavoro rappresenta un vero e proprio baluardo contro le troppe brutture che minacciano quotidianamente la nostra lingua. Vi do un consiglio spassionato: se non siete ancora fan della pagina Facebook di Daniela, correte a mettere “Mi piace” su “Apprezzare gli Italiani che sanno scrivere in italiano”!

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