La lineetta: l’uso della lineetta nella punteggiatura

la lineettaLa lineetta (“–”), proprio come il trattino, è uno di quei segni della punteggiatura di cui si fa un uso sporadico, ma che bisogna comunque conoscere se si vuole padroneggiare la scrittura in ogni suo aspetto.

Iniziamo col dire che la lineetta è un segno diverso dal trattino. In effetti, dal punto di vista tipografico, la lineetta è lunga circa il doppio rispetto al trattino. Non bisogna perciò confonderli. Altra osservazione: la lineetta è sempre preceduta e seguita da uno spazio. Questa è una regola che, nel caso del trattino, presenta invece eccezioni.

Qual è l’uso della lineetta nella punteggiatura della lingua italiana? La lineetta si usa innanzitutto per staccare dal resto del testo una frase incidentale. In tal senso, la lineetta ha un utilizzo molto simile a quello della virgola o a quello delle parentesi tonde. La consuetudine vuole che, se la frase incidentale si trova al centro del periodo, la lineetta debba aprire e chiudere l’inciso. Invece, se la frase incidentale si trova a fine periodo, dopo l’inciso basterà mettere il punto fermo. Facciamo due esempi per chiarire meglio questa norma.

  • La lineetta – da non confondere con il trattino – è un segno della punteggiatura.
  • La lineetta appartiene a pieno titolo ai segni della punteggiatura – benché molti ignorino questo fatto.

La lineetta di chiusura dell’inciso può essere seguita da una virgola, se la punteggiatura della frase lo richiede. Invece, è un sbagliato scrivere un qualsiasi segno di punteggiatura prima della lineetta che apre l’inciso. Facciamo anche qui un esempio per spiegare la norma.

  • Se intendi dire che la lineetta ha una lunghezza circa doppia del trattino – benché alcuni lo contestino –, allora sono d’accordo.

A volte, una lineetta (seguita da uno spazio) all’inizio della riga introduce la battuta di un discorso diretto. Però, nello scrivere i dialoghi, è sempre meglio optare per l’uso delle virgolette caporali.

 

La lineetta: alcune osservazioni
Un paio di osservazioni sull’uso della lineetta nella punteggiatura della lingua italiana:

  • Bisogna evitare che una lineetta si trovi alla fine di una riga o all’inizio di una riga. Questo affinché la lineetta non venga confusa con il segno di a capo (che è invece un trattino).
  • Bisogna evitare che una riga inizi con una lineetta seguita da una virgola. Invece, è ammissibile che una lineetta seguita da una virgola chiuda una riga.

 

Ecco, questo è quello che si può indicare circa l’uso della lineetta nella nostra lingua. Conoscevi già tutte le norme e le consuetudini d’uso che riguardano questo particolare segno della punteggiatura? Lascia un commento e condividi con noi quanto è utile, a tuo giudizio, conoscere così dettagliatamente la punteggiatura e saper usare in modo corretto la lineetta!

2 pensieri su “La lineetta: l’uso della lineetta nella punteggiatura

  1. Daniele

    Ma in che modo l’uso della lineetta differisce da quello della virgola o della parentesi tonda? Perché dovrei usare una lineetta avendo già a disposizione due segni che svolgono praticamente la stessa funzione?

    Rispondi
    1. Anonimo

      Buongiorno Daniele,

      penso che tu possa trovare la tua risposta qui: http://www.treccani.it/enciclopedia/trattino_(Enciclopedia-dell'Italiano)/

      Sulla Treccani è scritto che:
      “La seconda funzione della lineetta è quella di contrassegnare «in modo marcato l’inciso» (Serianni 2003: 48). Quale «marca dell’enunciazione», la lineetta – al pari delle parentesi e delle virgole correlative – si incunea nella linearità del discorso scritto, in corrispondenza di “salti” intonativi nell’orale, provocando «discontinuità nell’enunciazione», «stratificazioni discorsive», «effetti polifonici: intrecci di voci o di toni»; «i segmenti in posizione parentetica […] rappresentano altrettante modulazioni nell’enunciazione di un discorso che – sul piano della sintassi – apparirebbe compiuto anche senza le precisazioni introdotte espletivamente rispetto alla struttura di frase» (Mortara Garavelli 2003: 105-106).

      Alla lineetta sono da preferire le ➔ parentesi, marcatori ancor più decisi dell’«estraneità strutturale», quando si debba evitare l’ambiguità (ad es., in caso di più incisi vicini, di cui diventerebbe arduo distinguere l’inizio dalla fine usando le lineette) o per «ragioni di coerenza tipografica» (ad es., in caso di prossimità con discorsi diretti a loro volta introdotti da lineette); la lineetta a sua volta è da preferire alle virgole correlative, che marcano uno stacco più blando, quando si tratti di evidenziare la posizione parentetica in un periodo già affollato di occorrenze di virgole (ibid.)”.

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*