Articoli indeterminativi: che cosa sono? Guida all’articolo indeterminativo in grammatica

articoli indeterminativiEccci alla terza puntata sugli articoli! Oggi vi parlerò degli articoli indeterminativi, dopo aver già chiacchierato in due post precedenti di articoli in generale e di articoli determinativi in particolare.

Che cosa sono gli articoli indeterminativi? Iniziamo con il dire che questi articoli sono soltanto tre, ed esattamente: un, uno e una. Non aspettiamo altro tempo: andiamo subito a ripassare le loro regole d’uso nella grammatica della lingua italiana. vediamo dunque come e quando si devono usare nei bostri testi scritti.

 

Gli articoli indeterminativi: che cosa sono? E quando si usano?

Qualcosa l’abbiamo già detto, ma andiamo nello specifico con la nostra guida. Gli articoli indeterminativi introducono il nome a cui si accompagnano, ponendolo però a un livello di genericità e di vaghezza. Facciamo subito un esempio, per capire meglio: “Mentre andavo a scuola a piedi, ho incontrato un altro scolaro”. L’uso dell’articolo indeterminativo un sta a significare che quello scolaro non è un bambino conosciuto da chi parla (o da chi scrive).

Insomma: il significato principale degli articoli indeterminativi è quello di “uno qualsiasi” e, allo stesso tempo, di “uno tra i tanti”.

 

Ci sono anche altri usi…

Non è finita qui: a livello grammaticale, questa particolare categoria di articoli può assumere anche degli altri sensi. Ecco quali sono:

  • Gli articoli indeterminativi, così come succede per gli articoli determinativi, possono venire adoperati per indicare una categoria, un gruppo, un insieme o una specie. Consideriamo per esempio queste due frasi: “Uno scrittore deve scrivere continuamente per restare in allenamento” e “Un leone mangia tantissima carne a ogni pasto”. Uno scrittore e un leone stanno rispettivamente a indicare ogni scrittore e ogni leone.
  • Se posti prima di numeri cardinali, gli articoli indeterminativi indicano un’approssimazione e assumono il significato di circa, pressappoco, più o meno. Facciamo anche qui un esempio: “Ci saranno una mezza dozzina di libri da studiare per preparare quell’esame!”. Chi parla (o chi scrive) una frase simile usa l’articolo indeterminativo perché non sa di preciso quanti libri occorrano per studiare.
  • Soprattutto nella lingua parlata, gli articoli indeterminativi vengono usati per esprimere una sfumatura ammirativa o superlativa, con il significato di “talmente grande”, “così bello”, “così brutto”, “così strano”. In questi casi, gli articoli indeterminativi possono introdurre una proposizione consecutiva, sia espressa che sottintesa. Per esempio: “Ho preso uno spavento!”, “Ho una sete…”, “Hai fatto una smorfia che diceva tutto!”, “Ho una fame che mangerei le gambe del tavolo!”.

 

Gli articoli indeterminativi: un, uno, una

Gli articoli indeterminativi hanno solo la forma singolare, ma esattamente come gli articoli determinativi hanno sia il genere maschile che quello femminile. Perciò, ogni articolo indeterminativo si accorda solo per genere con il nome al quale si riferisce. Inoltre, ancora una volta proprio come gli articoli determinativi, anche gli articoli indeterminativi hanno diverse forme, a seconda di come inizia la parola che li segue.

Ecco dunque come capire quando e come usare questi articoli nel discorso in base ai diversi contesti linguistici e grammaticali:

  • Si adopera l’articolo indeterminativo un davanti ai nomi maschili singolari quando la parola che segue comincia con una vocale (tranne le semivocali i e j) o con una consonante diversa da x, y, z, s preconsonantica oppure inizia con i gruppi gn, pn, ps.
    Attenzione! L’articolo indeterminativo maschile singolare un rappresenta una forma a sé stante, e non è invece la forma elisa dell’articolo indeterminativo uno. Di conseguenza, l’articolo indeterminativo un non vuole mai l’apostrofo dopo di sé!
  • Si adopera l’articolo indeterminativo uno davanti ai nomi maschili singolari, quando la parola che segue inizia per x, y, z, s preconsonantica. Oppure comincia per gn, pn, ps o con le semivocali i e j.
  • Si adopera l’articolo indeterminativo una davanti ai nomi femminili singolari, quando la parola che segue comincia con una consonante oppure con le semivocali i e j o con una vocale.
    Quando è seguita da una vocale, la forma di questi articoli indeterminativi può essere elisa in un’.

 

Ecco, questo è tutto ciò che c’è da dire sulle regole scolastiche che determinano l’uso degli articoli indeterminativi nella grammatica della lingua italiana.

Conoscevi tutte queste indicazioni che risalgono ai tempi della scuola? Oppure te le eri dimenticate?  🙂  Più in generale, ti è stato utile questa mia guida, cioè questo mio ripasso sugli articoli indeterminativi e su come si usino nella nostra grammatica?

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