Il marketing è l’arte di usare il buon senso

Marketing non è complicarsi la vita con strategia assurde!L’altro giorno ero seduto al tavolino di un bar, intento a fare colazione. Mentre osservavo il via vai di persone, ho notato qualcosa di interessante: il barista salutava alcuni clienti per nome, ricordava le loro ordinazioni abituali e scambiava due chiacchiere con loro. Altri avventori – e io tra questi – ricevevano invece un servizio cordiale ma standard.

Questa semplice osservazione mi ha fatto riflettere su quanto spesso complichiamo inutilmente il concetto di marketing. In fondo, quello che stava facendo il barista era puro marketing relazionale, applicato con naturalezza e buon senso.

Eppure, troppo spesso, nel nostro settore ci perdiamo in analisi complesse, framework elaborati e termini altisonanti. Ma la verità è che alcune delle strategie di marketing più efficaci sono basate su principi elementari di buon senso. Non sei d’accordo? Permettetemi allora di condividere due storie che ho vissuto in prima persona con alcuni clienti.

 

La storia del negozio d’abbigliamento locale

Un’imprenditrice gestisce una piccola boutique di abbigliamento a Milano. Quando è venuta da me, era preoccupata perché le grandi catene stavano erodendo il suo fatturato. Era convinta di dover investire migliaia di euro in pubblicità digitale e sviluppare strategie complesse sui social media.

Invece, parlandole, è emerso che il suo punto di forza era proprio quello che faceva istintivamente: conosceva i gusti delle sue clienti abituali, le chiamava quando arrivavano capi che potevano interessarle e offriva piccole modifiche sartoriali gratuite. (Tra l’altro, questa situazione me ne ha ricordata una analoga, che avevo letto nel libro “Lavorare con intelligenza emotiva” di Daniel Goleman).

Quindi, che cosa abbiamo fatto? Abbiamo solo strutturato meglio quelle attività, creando un database delle preferenze delle clienti e un calendario di comunicazioni personalizzate. Tutto qui.

Il risultato? Un aumento di circa il 35% delle vendite nel primo anno. E questo senza spendere un euro in pubblicità tradizionale o online.

 

L’email marketing che funziona davvero

Un altro esempio che calza a pennello riguarda un ristorante. Il proprietario era ossessionato dall’idea di dover creare newsletter elaborate con design accattivanti e contenuti virali – o presunti tali. Ma quando abbiamo analizzato i dati, abbiamo scoperto che le e-mail che funzionavano di più erano quelle scritte in prima persona, dove si limitava a comunicare l’arrivo di nuovi piatti nel menù o condivideva qualche aneddoto sulla cultura culinaria giapponese.

Il buon senso ci ha suggerito di puntare sulla genuinità piuttosto che sull’artificiosità di comunicazioni troppo elaborate.

 

Le lezioni che ho imparato

In quasi trent’anni di consulenza nel marketing, ho capito che la differenza non la fa tanto la complessità della strategia. La fanno piuttosto questi elementi:

  1. Ascoltare veramente i clienti

    Non serve un algoritmo sofisticato per capire che cosa vogliono le persone. Basta fare attenzione e porgli le domande giuste.

  2. Mantenere la coerenza

    Un’azione semplice ma costante nel tempo è più efficace di mille iniziative sporadiche e scollegate tra loro.

  3. Essere autentici

    Le persone riconoscono e apprezzano la genuinità. Non serve diventare a tutti i costi un personaggio. Meno ancora serve copiare i competitor.

  4. Risolvere problemi reali

    Il marketing di successo non crea bisogni artificiali, ma risponde alle esigenze concrete delle persone.

Insomma: viviamo in un’epoca in cui abbiamo accesso a una quantità enorme di dati e di strumenti di marketing. Possiamo tracciare (quasi) ogni interazione, analizzare ogni comportamento, personalizzare ogni messaggio. Però, paradossalmente, questa abbondanza di possibilità ci ha fatto dimenticare l’essenziale: il marketing è in sostanza l’arte di connettere persone con altre persone.

Come il barista che ricorda il caffè preferito dei suoi clienti abituali, il marketing di successo parte da gesti semplici ma significativi.

 

Tirando le somme: occorre tornare all’essenziale

Non fraintendermi: non sto dicendo che dobbiamo abbandonare gli strumenti moderni o le strategie digitali. Sto soltanto dicendo di usarli con buon senso, partendo sempre da alcune domande fondamentali: questo aiuta veramente i miei clienti? La soluzione che sto proponendo è la più diretta ed efficace? Sto complicando inutilmente qualcosa che potrebbe essere più semplice?

Il marketing non richiede sempre budget stellari o strategie rivoluzionarie. La disciplina può spesso essere applicata in maniera semplice. A volte, come il barista del mio esempio iniziale, basta osservare, ascoltare e agire con buon senso.

E tu, quali esperienze hai avuto con approcci di marketing semplici ma efficaci? Condividi nei commenti le tue storie, sono sempre curioso di imparare dalle esperienze degli altri!

 

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marketing e buon senso: quale relazione?Questo articolo sul fatto che il marketing è spesso la semplice applicazione del buon senso è stato scritto da Alessandro Scuratti, consulente aziendale e blogger.
Da oltre 20 anni mi occupo di marketing e comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio business blog, che raccoglie migliaia di visite al giorno. Sono autore di “Scrivere per il web 2.0”.
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