Quando NON aprire un blog aziendale?

blogger blogAprire un blog aziendale è un’operazione consigliabile a qualunque PMI e a qualunque libero professionista. Perché un business blog dà visibilità, dà autorevolezza e fa trovare nuovi clienti. È quello che è capitato anche a me dopo che ho aperto questo blog. Il blogging funziona davvero. Ci sono anche tantissime prove al riguardo.

Dunque, tutti possono bloggare con l’obiettivo di fare lead generation. Non ci sono controindicazioni. O forse sì? Beh, a pensarci bene, il blog aziendale non è uno strumento proprio per tutti. Qualcuno ne potrebbe fare anche a meno. Ma non perché il blog non lo aiuterebbe. I motivi per cui il business blogging, in certi casi, è sconsigliabile risiedono nella scarsa capacità della singola PMI o del singolo professionista a gestirlo.

Eh, già, è proprio così. Un blog non può banalmente essere lanciato e vivere di rendita. Non è un sito web istituzionale, che in genere ha necessità di poche e saltuarie modifiche. Un blog è una cosa viva, che va alimentata settimanalmente, se non con cadenze più strette.

Ciò premesso, quando è sconsigliato aprire un blog aziendale? Quando è meglio che tu resti fuori dalla blogsfera, altrimenti per te saranno più dolori che gioie? Ecco un breve decalogo che ti fa capire se sei pronto o no per postare in Rete.

  1. Non hai una strategia chiara

    In primo luogo, un blog aziendale deve inserirsi nelle attività che traducono in comunicazione il tuo marketing strategico. Poi, c’è bisogno che tu abbia le idee chiare su quali obiettivi deve raggiungere il tuo content marketing sul blog. Insomma: non si inizia a bloggare per vedere che cosa succede. Bisogna avere una strategia chiara, fin dall’inizio. Fare le cose a caso non funziona mai. È la pianificazione attenta, tenendo conto di tutti gli altri fattori presenti sul campo, che porta al successo.

  2. Vuoi ottenere risultati immediati

    Il blog aziendale dà risultati sul medio lungo periodo. È proprio uno strumento che, per sua natura, ha bisogno di un investimento iniziale. Un investimento sia in termini di tempo che di denaro. È sempre ripagato, con lauti interessi, ma non ci si può aspettare che ciò avvenga in qualche settimana. Se hai davvero urgenza di ottenere risultati, allora dovresti affiancare al blog la pubblciità online. Forse ti serve quest’ultima anziché un business blog?

  3. Non sei costante nello scrivere

    Nessuno centra i propri obiettivi di business blogging con dieci o venti post. Ce ne vogliono molti di più. Un blog ha una linea temporale che, potenzialmente, va all’infinito. Nasce oggi per durare per sempre, almeno idealmente. Proprio perché l’autorevolezza è qualcosa che si guadagna nel tempo, non in due settimane o in due mesi. Occorre perciò essere costanti nelle pubblicazioni. Se tu non lo sei oppure detesti scrivere, ti serve trovare un professionista del copywriting che lo faccia al posto tuo.

  4. Temi di non sapere che cosa scrivere

    Se conosci il tuo lavoro, dovresti conoscere i problemi che i tuoi clienti vogliono risolvere. dovresti conoscere i motivi per cui acquistano i prodotti e servizi che vendi. Per fare content marketing su un blog, ti serve proprio questo. Non hai bisogno di granché altro. Temere di non sapere che cosa scrivere nel blog è quindi un alibi. Perché la lista dei temi da affrontare nei post e molto ampia, in qualunque settore tu operi.
    Se però davvero non sai nemmeno da che parte cominciare, è meglio che lasci perdere. Sarebbe infatti controproducente lanciare un progetto che si arena dopo quattro o cinque articoli. Se la tua paura è questa, ti conviene rivolgerti a un professionista del content marketing, che ti aiuterà a superarla e che farà il blogger al posto tuo.

  5. Non vuoi metterci la faccia

    Questo è un problema, perché il content marketing richiede che tu e la tua azienda vi spendiate a piene mani. Altrimenti, non è possibile acquisire autorevolezza: non esiste il content marketing fatto in maniera anonima. O ci metti la faccia oppure non ha senso nemmeno cominciare.
    Dovresti pertanto chiederti perché non vuoi comparire, perché non vuoi che ti notino. È un problema di timidezza o ritrosia? Oppure ci sono altre motivazioni? Un blog aziendale è uno strumento così utile che vale sempre la pena provare a superare questi difficoltà. Il premio che se ne ricava è davvero consistente.

Ecco, queste sono le principali ragioni per cui un’azienda o un libero professionista non dovrebbero mai aprire un blog. Perché, altrimenti, lo sforzo non ne varrebbe la pena. Anzi: potrebbe perfino causargli un danno. Lo so che è paradossale, ma è così.

E tu, come la vedi? Hai mai aperto un corporate blog? Come te la sei cavata nella sua gestione? Ti veniva facile scrivere i post? Oppure, fin da subito, hai avuto delle difficoltà? E quanti risultati e clienti sei riuscito a ottenere? Lascia un messaggio qui sotto e condividi con tutti noi la tua esperienza di business blogger!

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blogging aziendaleQuesto articolo che cita le ragioni per cui non dovresti mai aprire un business blog è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio business blog, che raccoglie migliaia di visite al giorno. Sono autore di “Scrivere per il web 2.0”.
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