Professione web writer: intervista a Roberto Zambon

intervista ZambonDopo un po’ di tempo, torno a intervistare un web writer professionista. Ho infatti scelto di fare una chiacchierata con Roberto Zambon, attivo nella Rete come blogger e come redattore di articoli per il web. Roberto ha un sito personale (Contenuti-web) nato due anni fa, quando ha preso la decisione di diventare freelance, rinunciando alla sicurezza del posto fisso in una web agency per lanciarsi nel mercato emergente dei contenuti per il web.

È per me un piacere ospitare questo giovane professionista nel mio blog e potergli rivolgere qualche domanda. Conosciamolo meglio e sentiamo che cosa ha da raccontarci sul web writing e sul mondo dei freelance.

 

Ciao, Roberto, e grazie della tua disponibilità. Inizio chiedendoti di parlarci un po’ di te: qual è la tua formazione? Da dove nasce la tua passione per la scrittura? In particolare, da dove viene quella per il web writing?
La mia passione per la scrittura nasce durante una lezione al liceo. Siccome mi stavo annoiando, ho deciso di scrivere una poesia. La cosa mi ha lasciato stupefatto e felice. Ho capito che la scrittura poteva essere una valvola di sfogo, un modo per dire la mia in mezzo al baccano che contraddistingue il ventunesimo secolo.
Se devo poi entrare nello specifico, il web writing per me è soltanto un lavoro come un altro, un’attività che mi permette di campare, e che è alternativa al giornalismo e all’ipocrisia del cartellino.

 

In base alla tua esperienza, quali competenze deve avere un bravo web writer?
La lista delle competenze è talmente lunga che potrei bruciare tutto lo spazio a mia disposizione. Del resto in ogni lavoro “creativo” serve un mix abbastanza articolato di qualità. Nel caso specifico di un lavoro a distanza come il web writing, volendo andare al cuore delle competenze necessarie, direi che a fare la differenza è la professionalità. Essere professionali significa rispondere al cliente in tempi rapidi e in modo esaustivo, consegnando il lavoro concordato – e non quello che ci piacerebbe scrivere – alle scadenze stabilite.

 

Capita spesso che a un web writer vengano richieste conoscenze piuttosto tecniche, come la padronanza dell’HTML, dei CMS più diffusi, della search engine optimization. Si rischia di sconfinare nella professione di webmaster oppure ritieni naturale che un web writer debba avere competenze tecniche?
Ritengo che un web writer debba fare il web writer. Punto. In Italia c’è la tendenza ad arrangiarsi, a fare i tuttologi, a sconfinare da una professione all’altra per guadagnare qualcosa in più. Questo atteggiamento contagia molti. Per quanto mi riguarda, sono uno specialista della scrittura e della comunicazione: ciò che conosco relativamente alla SEO o ad altri argomenti è ciò che deve conoscere chiunque svolga una professione legata al web.

 

Ci dai la tua ricetta per scrivere contenuti di qualità? Un contenuto è di qualità se…
Cambierei la domanda in: un contenuto di qualità per il web non è di qualità se… contiene errori grammaticali, usa parole inesatte (per alcuni il lessico è lo sgabuzzino della lingua italiana), è fuori tema rispetto alla consegna, non aggiunge nulla di nuovo a quanto già esiste, non brilla in alcuna sua parte, è troppo lungo (cioè oltrepassa le 400 parole).

 

Appartieni al variegato mondo dei freelance. Quali sono i pro e i contro di questa tua scelta?
Il contro principale è che sei in Italia, e se ti capita di avere nel cervello un angolo chiamato coscienza, allora sei costretto a pagare tasse e spese fiscali (marche da bollo, commercialista ecc.) in quantità industriale. Il regime dei minimi al 5% è una balla, la media effettiva che si paga (includendo l’INPS) oscilla tra il 30% e il 35%. Il pro principale è che organizzi il tuo lavoro come ti pare. E questo è un aspetto che ti cambia completamente la vita e che ti può salvare dalla routine.

 

Facciamo finta che io sia un giovane web writer freelance. Dammi un paio di consigli a bruciapelo per evitare gli errori classici dei freelance esordienti.
Tu non sei più un giovane web writer… Okay, stavo scherzando! Come sopra: massima professionalità. E ciò significa per esempio firmare le tue email, far sentire che ci sei, seguire le istruzioni del cliente. Scrivere per il web è un lavoro, non si tratta di dover dimostrare al mondo quanto sei bravo attraverso le tue parole.

 

Un freelance deve saper vendere il proprio lavoro. Cioè: deve far capire alle aziende che rivolgersi a un professionista della scrittura paga più del fai da te. A tuo giudizio, le aziende sono oggi più consapevoli che la creazione di contenuti va affidata a un web writer?
No al cubo. Molte aziende italiane, non tutte ovviamente, applicano la strategia del fai da te non soltanto al web writing ma a qualsiasi altro settore. Il sito web lo affidano al cugino, che conosce un amico che fa il web designer, che ha un compagno di università che, siccome una volta ha collaborato alla scrittura di un ebook, potrebbe gestire il profilo Facebook aziendale… Poi i risultati sono quelli che sono.

 

La tua attività ha anche una pagina su Facebook. Che consigli di massima daresti a una PMI che volesse avere una presenza efficace su quel social network?
Le consiglierei di affidarsi a un professionista, almeno per una consulenza su come avviare la gestione della cosa. Suggerirei poi di evitare di aprire un profilo personale spacciandolo per un profilo aziendale. Di tanto in tanto, la PMI dovrebbe promuovere un contest o regalare qualcosa ai fan.

 

Puoi consigliarci un libro o un sito sul web writing che hai trovato davvero formativi?
Non voglio consigliare alcun sito. I blogger che parlano di web writing, quelli che ne parlano con vera competenza, hanno l’obbligo di pubblicare almeno un post al giorno, per cui finiscono per rimescolare sempre la stessa minestra, scavando nei meandri del web writing come se fosse una disciplina densa di segreti e di misteri. Neanche si trattasse dell’universo! Purtroppo, questa è una contraddizione a cui non vedo rimedio.
Potrei invece consigliare tantissimi libri, più che sul web writing sulla scrittura. Ne scelgo uno, che fa capire la passione che occorre mettere nel lavoro, nella vita, nella scrittura e in quell’altra cosa che ci tormenta quando vita, lavoro e scrittura coincidono. Si tratta del romanzo Martin Eden di Jack London.

 

Per finire: quali sono i tuoi progetti professionali nel breve periodo? E nel lungo?
Nel breve e nel lungo periodo l’obiettivo è far decollare Contenuti di Qualità, il primo content marketplace di articoli già pronti. Dal mio punto di vista è un’ottima idea e merita di ottenere un giusto riconoscimento come premio alle persone che ci lavorano, me compreso. A proposito, chi fosse interessato a collaborare può mandarmi un’email tramite il mio sito.

 

Ringrazio Roberto per il tempo che è riuscito a dedicarmi, strappandolo ai tanti impegni che ha. Invito anche voi a continuare a seguire il suo lavoro e la sua pagina su Facebook, soprattutto se siete web writer o web content editor.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*