La differenza tra promuoversi e fare spam

come promuoversi senza fare spamUso LinkedIn attivamente, tutti i giorni. È un’ottima piattaforma su cui fare content marketing e generare lead. In effetti, dopo questo mio blog, LinkedIn rappresenta per me la seconda fonte di potenziali clienti. Sì, posso dirlo senza paura di essere smentito: LinkedIn funziona, se sai come usarlo.

Per l’appunto: se sai come usarlo. Purtroppo (e qui mi ricollego al tema del post), tantissimi non hanno ancora capito qual è la differenza tra promuoversi e fare spam. Non solo su LinkedIn, ma sul web in generale. Ti faccio un esempio pratico, tra i mille che potrei citare.

Dato che sto su LinkedIn, io stesso rappresento un potenziale cliente per altri utenti della piattaforma. Tutti i giorni ricevo messaggi privati da qualcuno che vuol vendermi qualcosa, quasi sempre servizi. Il problema è che mi scrivono “a freddo”, cioè senza aver instaurato un minimo di relazione. Mi mandano semplicemente la richiesta di contatto e, dopo che l’ho accettata, mi inviano una comunicazione commerciale. Con la speranza che, proprio in quel momento, io abbia la necessità del loro servizio.

Questo però è spam. È l’analogo di una telefonata a freddo. È l’analogo dell’inviare un fax ad aziende a casaccio, come in tanti facevano negli Anni ’90, sperando che qualcuno faccia un ordine.

Tutto ciò non c’entra alcunché con la promozione fatta correttamente. Tutto ciò denota solo una cosa: l’incapacità di fare marketing strategico e operativo. E di sapersi promuovere in modo corretto ed efficace.

Il problema si aggrava quando lo sbaglio è fatto da chi dovrebbe conoscere le tecniche di promozione. Mi spiego meglio. Due giorni fa, sempre su LinkedIn, ho ricevuto un chilometrico messaggio privato dal titolare di una web agency. Mi informava che la sua agenzia offre: siti web, landing page, SEO, testi online, content marketing, social media management, bot e automazioni varie, lead generation, traffico web, monetizzazione di progetti online, consulenza, finanza agevolata, contributi a fondo perduto, fundraising. La lista dei servizi offerti era in realtà più lunga: qui l’ho accorciata per risparmiare spazio.

Che io abbia ricevuto quel messaggio è doppiamente grave. Primo perché sono un suo concorrente per una parte di quei servizi: il mittente non se n’è nemmeno accorto. È probabile però che abbia usato un bot per inviarmi quel messaggio, cioè un programma che spara nel mucchio un messaggio standard. Questo è chiaramente spam. Ed è il secondo motivo per cui fare così è grave. (Senza contare che, su LinkedIn, usare i bot è vietato per regolamento).

Ci sarebbe anche da osservare un’altra cosa. Un’agenzia che offre così tanti servizi eterogenei ha un forte problema di focalizzazione del business. Ma su questo voglio soprassedere: non è l’argomento principale del post. Resta il fatto che, se non sai fare marketing né promozione per te, come puoi farli per i tuoi clienti? Io me lo sono chiesto.

Addirittura peggio è riuscito a fare un commerciale di una rivista. Mi ha chiesto il contatto su LinkedIn e, poco dopo che l’ho accettato, mi ha mandato un preventivo. Nel preventivo indicava i prezzi per pubblicare un articolo su di me sulla rivista. Me l’ha mandato così, a freddo, con sole tre righe di motivazione. E capirai che motivazione. Sarei curioso di sapere quali risultati ha ottenuto da questa sua azione massiva.

È evidente che il confine tra promozione e spam è sottile. Talvolta, anche i professionisti del settore lo passano. Ciò lascia l’amaro in bocca, perché dovrebbero essere loro i primi a dare l’esempio. Ma, evidentemente, la tentazione della “pesca a strascico” è troppo forte. Evidentemente, costa meno fatica sparare nel mucchio, pregando che, sui grandi numeri, succeda qualcosa.  🙂

Proprio perché la linea che divide la promozione dallo spam è esile, devi allenarti a riconoscerla. Per non passarla mai. Perché la gente odia ricevere pubblicità indesiderata. La detesta anche su LinkedIn, una piattaforma che è nata per mettere in relazione i professionisti. Ma le relazioni non si possono costruire con lo spam. Di più: fare spam rischia di farti rimettere la faccia.

Ogni azienda dovrebbe promuoversi cercando di dare soluzioni ai problemi dei propri clienti. Questo si può fare con tattiche e strumenti che non sono spam. Mi riferisco per esempio al content marketing o alla pubblicità online (Facebook Ads, Google Ads ecc.). Al contrario, mandare messaggi pubblicitari non richiesti è un modo poco sano di promuovere il proprio business. In effetti, tu come ti senti quando ricevi un’e-mail di vendita non richiesta? Non è un caso che l’invio di e-mail commerciali a chi non ci ha dato l’autorizzazione sia illegale. Inoltre, chi fa questo si procura un danno d’immagine. (Nello specifico, visto che ne ho parlato, se vuoi sapere come puoi promuoverti su LinkedIn in modo corretto ed efficace, puoi leggere qui e qui).

E tu, come la vedi? Hai ben chiara la differenza tra promozione e spam online? Riesci a trovare nuovi clienti con tecniche pull o push? Queste ultime sono nei limiti oppure sono oltremodo invasive? Lascia la tua opinione in un commento qui sotto!

 

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promuoversi senza spamQuesto post che ti indica la differenza tra il fare promozione e il fare spam è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio business blog, che raccoglie migliaia di visite al giorno. Sono autore di “Scrivere per il web 2.0”.
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