Intervista a Michele Caivano

intervista a Michele CaivanoOggi ho il piacere di rivolgere qualche domanda a Michele Caivano, un professionista del web che seguo già dai primissimi tempi del suo Fortunecat, portale ricco di preziosi consigli sul web marketing e sul web developping.

Confesso che avrei voluto fare a Michele almeno il triplo delle domande che gli ho rivolto.  🙂  Ho dovuto però contenermi, circoscrivendo gli argomenti dell’intervista. E allora ho scelto di parlare più che altro del mondo dei blog e di social media.

Andiamo quindi a conoscere meglio il nostro ospite e a sentire che cosa ci racconta del suo lavoro e quali suggerimenti può darci per ottimizzare i nostri blog.

 

Ciao, Michele, e grazie della tua disponibilità. Inizio con una domanda tosta: a tuo giudizio, quali competenze deve possedere un blogger per avere successo?
Grazie a te, Alessandro, per questo spazio. Un blogger deve possedere chiarezza nell’esposizione e padronanza dei temi affrontati. Il punto è questo: il web è già pieno di siti generalisti. Quindi chiunque desideri aprire un blog si trova di fronte ad un bivio: trattare argomenti specialistici che non vengono presi in considerazione dai siti mainstream, oppure affrontare argomenti di interesse generale ma offrendo una prospettiva, un punto di vista che si differenzino dalla massa.
In entrambi i casi è necessario puntare tutto sulla qualità dei contenuti. Scrivere meno, ma scrivere meglio. Anche perché per un singolo blogger sarebbe estremamente difficile competere in termini quantitativi con i big del settore (quotidiani, magazine online ecc.) che dispongono di molte più risorse e di più “manodopera”.

 

È inevitabile che un blogger debba masticare un po’ di search engine optimization. Hai due-tre consigli da dare a chi ci legge e, pur non avendo il tuo livello di preparazione, vuole comunque ottimizzare in chiave SEO i propri post? Su che cosa deve concentrarsi per ottenere un’ottimizzazione quantomeno decente?
Certo ci sono alcune regole da seguire, ma quello che più conta è avere un’impostazione, un metodo nella scrittura di contenuti.
Cosa si aspetta un utente di un motore di ricerca? In altri termini: quali risultati desidereremmo trovare quando utilizziamo Google?
Nella maggior parte dei casi utilizziamo i motori per colmare un bisogno informativo, per trovare una risposta ad un quesito ben preciso. Possiamo immaginare le query inviate al motore di ricerca come delle vere e proprie domande. In fase di scrittura di un articolo basta tenere a mente questo. Il nostro articolo rappresenta la risposta ad una domanda? Ha una sua ragion d’essere?
L’ottimizzazione avviene solo a valle di questo processo di scrittura. Se abbiamo ben chiara qual è la domanda rispetto alla quale il nostro post rapppresenta una possibile soluzione, sarà anche facile individuare le parole chiave da inserire nell’articolo.

 

Ci dai la tua ricetta per scrivere contenuti di qualità? Un contenuto è di qualità se…
Un contenuto è di qualità se ha una ragione per esistere. I “riempitivi” non sono contenuti di qualità. Un contenuto non di qualità ce lo possiamo immaginare come una serie di parole chiave con del testo intorno.

 

Che consigli puoi dare in questo senso ai blogger che inseguono un ritorno economico che vada al di là di qualche euro al mese? Quando bisogna inserire la pubblicità: da subito o dopo aver raggiunto un certo numero di visitatori? Meglio il pay-per-click o il pay-per-view?
Onestamente non credo molto nella possibilità di arricchirsi con gli annunci. Nella maggior parte dei casi si riesce solo a colmare i costi, oppure ad ottenere guadagni limitati.
Si può vivere solo con un blog? Nella maggior parte dei casi la risposta è no. Ma il blog può essere un ausilio fondamentale in molte attività lavorative. Faccio un esempio: il mio sito Fortunecat non rappresenta per me una vera e propria fonte di reddito. Ma mi è stato molto utile per stringere rapporti professionali con altri colleghi e per ottenere clienti. Ma io non sono un blogger in senso stretto. Ho un blog, ma resto primariamente un consulente di web marketing e un web developer. Il blog è funzionale alla mia professione.

 

Ma è davvero possibile creare un blog di successo e vivere dei guadagni di quello?
Di sicuro è possibile creare un blog di successo. Ma vivere solo grazie ad un blog mi sembra molto difficile. I ricavi pubblicitari difficilmente sono così elevati. Senza contare che sugli introiti pubblicitari non si può fare affidamento al 100%, perché ci sono degli “imprevisti” (per esempio: le modifiche agli algoritmi di Google) che possono compromettere la visibilità del nostro sito e di conseguenza anche le entrate pubblicitarie.

 

Un giorno sì e l’altro pure, si leggono articoli sul web che proclamano la morte della SEO e dei blog. Qual è la tua opinione in merito?
Si tratta di titoli ad effetto. La SEO? Morta. La fotografia? Anche quella morta, a causa di Instagram… Ogni giorno muore qualcosa. Una strage insomma.
Ma al di là dei titoli provocatori penso ci sia un errore di fondo: non è mai saggio affidarsi in toto ad un unico servizio, ad un’unica fonte di traffico, ecc. Uno strumento non esclude l’altro. I social media possono rappresentare un’interessante fonte di traffico, ma non per questo dobbiamo trascurare i motori di ricerca. E viceversa.

 

Cambiamo argomento e parliamo un po’ di social media. Secondo te, quali sono gli errori più grandi che un’azienda può fare nella gestione del proprio profilo su Facebook?
L’errore più grande che un’azienda può fare è presentarsi in modo asettico come “azienda”, ovvero come un ente astratto e impersonale. La comunicazione sui social dovrebbe sempre essere personale, interattiva e mai unidirezionale.

 

E quali sono invece gli errori che i brand devono evitare su Twitter?
Un errore molto comune: postare su Twitter in automatico collegando una fan page di Facebook o usando uno dei tanti servizi per la ripubblicazione dei feed. Ogni social network ha le proprie caratteristiche distintive, non ha senso fare di tutta l’erba un fascio.

 

Se dovessi indicarci un libro sulla comunicazione online assolutamente da leggere, quale sarebbe e perché?
Do un consiglio in controtendenza. Prima di avventurarci nella lettura di qualsiasi libro specialistico sui nuovi media, sarebbe importante avere delle ottime basi. Quindi il libro che suggerisco è il buon vecchio Il marketing secondo Kotler.

 

Per finire: quali sono i tuoi progetti professionali?
Al momento sto lavorando con alcuni colleghi alla costruzione di una web agency. E posso dire con soddisfazione che stiamo ottenendo degli ottimi risultati.

 

Ti ringrazio Michele per il tempo che sei riuscito a dedicarmi. In bocca al lupo per tutti i tuoi progetti online!

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