Il modo participio e i suoi tempi verbali

modo participioIl ripasso grammaticale di oggi è dedicato al modo participio. Prima di iniziare, vi segnalo che, in alcuni vecchi post, ho ripassato anche le regole d’uso dei seguenti modi della lingua italiana: il congiuntivo, il condizionale, l’imperativo, l’infinito, il gerundio e l’indicativo.

Il participio è un modo che esprime l’evento indicato dal verbo come se fosse una qualità caratteristica di un determinato soggetto di cui diventa un attributo. In sostanza: il participio partecipa sia alle caratteristiche del verbo – perché esprime un’azione o uno stato – sia a quelle dell’aggettivo – perché concorda in genere e numero con il sostantivo a cui fa riferimento.

Il termine participio deriva dal latino participium, che significa che partecipa. In effetti, come detto, il modo participio esprime il significato del verbo in funzione di un attributo di un nome.

Il modo participio ha due tempi verbali, il participio presente semplice e il participio passato semplice. Vediamo quali regole essi seguono nella grammatica della nostra lingua.

 

Il participio presente nella grammatica italiana

Nella grammatica italiana, il participio presente ha sempre un valore attivo e varia solo in numero. Come verbo, corrisponde per significato a una proposizione relativa che indica un’azione contemporanea a quella della proposizione principale. Per esempio: “Si sentii un lamento supplicante” (cioè che supplicava).

Il participio presente è usato come verbo piuttosto di rado e, quando ciò succede, capita quasi sempre nella lingua letteraria (“Addio monti sorgenti”) o in quella della burocrazia (“Il sospetto, facente parte di una organizzazione dedita al crimine”). Nella lingua parlata, il participio presente con funzione verbale è sempre sostituito da una proposizione relativa, per motivi di praticità.

Il participio presente, come aggettivo, corrisponde a un attributo del nome. Per esempio: “In tv c’è un film divertente”. Questo uso del participio presente è frequentissimo in italiano, sia nella lingua parlata che in quella scritta.

 

Il participio passato nella grammatica italiana

Anche il participio passato, proprio come quello presente, ha sia la funzione di verbo che quella di aggettivo.

Come aggettivo, il participio passato:

  • ha funzione di attributo del predicato nominale;
  • concorda in genere e numero col sostantivo a cui si riferisce;
  • corrisponde a una proposizione relativa che ha il verbo al tempo passato (oppure a una proposizione temporale o causale). Per esempio: “L’esercito battuto (cioè che era stato battuto) si ritirò alla rinfusa”.

Come verbo, il participio passato – al contrario del participio presente – ha mantenuto il suo valore verbale, che è passivo nei verbi transitivi (lodato significa che è stato lodato) e attivo nei verbi intransitivi (partito significa che è partito).

Il participio passato con valore verbale, unito ai verbi ausiliari essere e avere serve a formare i tempi composti dei verbi transitivi, intransitivi, riflessivi e pronominali. Unito poi all’ausiliare essere o venire serve anche a costruire tutti i tempi del passivo: “Siamo stati lodati per il bel voto in grammatica”.

 

La concordanza del participio passato

Ecco una domanda la cui risposta è per molti spinosa: come si concorda il participio passato? Nessuna paura, perché adesso vi riporto le regole di concordanza stabilite dalla grammatica italiana:

  • Quando il participio passato è accompagnato dall’ausiliare essere, si accorda in genere e numero con il soggetto: “Maria è riuscita a trovare il tempo di studiare grammatica”, “I ragazzi sono arrivati a scuola in orario”.
  • Con i verbi riflessivi apparenti e con i verbi pronominali seguiti da un complemento oggetto, la concordanza del participio passato può essere sia con il soggetto che – e questa è cosa da preferire a livello stilistico – con il complemento oggetto. Per esempio: “Mario si è tagliati (o tagliato) i baffi”.
  • Se è accompagnato dal verbo ausiliare avere, il participio passato resta invariato: “Mario ha studiato grammatica italiana tutto il giorno”. Se però il participio passato è preceduto dal complemento oggetto, può concordare con esso: “Mi piacerebbe leggere i libri che Mario ha preso (o ha presi) in biblioteca”. La concordanza con il complemento oggetto è comunque obbligatoria quando esso è costituito dai pronomi lo, la, li, le: “Mario ha visto due bei libri in biblioteca e li ha noleggiati”.

 

Ecco, queste sono le regole del modo participio nella grammatica della lingua italiana. Le conoscevi già tutte? Hai spesso problemi con le concordanze del participio passato? Lascia un commento e condividi con noi le tue osservazioni sul modo participio in generale e sui suoi due tempi verbali in particolare!

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