Il modo infinito nella grammatica della lingua italiana

modo infinitoOggi facciamo un ripasso del modo infinito e delle sue regole d’uso nella grammatica della lingua italiana. Se ti sei perso uno dei miei post precedenti sui modi verbali, faccio il punto della situazione dicendoti che ho già trattato il congiuntivo, il condizionale, l’imperativo e il gerundio. Ma torniamo a parlare dell’argomento di oggi, cioè del modo infinito.

Il modo infinito è uno dei tre modi indefiniti della lingua italiana (gli altri due sono il gerundio e il participio). In effetti, l’infinito esprime l’azione, l’evento, il fatto o la situazione indicata dal verbo in modo indeterminato e generico. Nello specifico, il modo infinito si limita e esprimere il significato puro e semplice del verbo.

La grammatica italiana comprende due tempi verbali del modo infinito: l’infinito presente (“studiare”) e l’infinito passato (“avere studiato”).

Da dove deriva il nome del modo infinito? Il termine infinito è un’eredità linguistica dell’antico latino. Più precisamente, il nome deriva dalla parola latina infinitum, che significa “che non è finito”, nel senso di qualcosa che non ha una determinazione precisa, cioè che è indeterminato, che è indefinito.

Come tutti i modi indefiniti, anche l’infinito è contemporaneamente una forma verbale e una forma nominale. Pertanto, anche l’infinito può essere usato sia come verbo che come sostantivo. Vediamo allora quali sono le regole grammaticali che presiedono all’uso dell’infinito, prima come verbo e poi come nome.

 

L’infinito usato come verbo: regole grammaticali

Quando è usato come verbo, possiamo trovare il modo infinito in queste costruzioni grammaticali:

  • In vari tipi di proposizioni dipendenti implicite: “Temo di non studiarla abbastanza la grammatica”.
  • In dipendenza di verbi servili: “Voglio essere interrogato a scuola, perché ho studiato molto”.
  • In dipendenza di verbi fraseologici: “Il giorno degli esami scolastici sta per arrivare”.

Nelle proposizioni indipendenti, invece, il modo infinito viene adoperato in queste costruzioni grammaticali:

  • Per impartire un ordine oppure per fornire un’istruzione, al posto dell’imperativo: “Agitare prima dell’uso”, “Circolare, circolare!”.
  • Nelle frasi interrogative: “Che dire?”, “Maria uscire con quello là?!”.
  • Nelle frasi esclamative: “Riuscire a tornarci sarebbe un regalo splendido!”.
  • Per indicare un comando in forma negativa oppure un divieto: “Non mangiare quella torta!”, “Non toccare la merce esposta”.
  • Preceduto dall’avverbio ecco oppure dalla preposizione a, con l’obiettivo di far risaltare un fatto o un’azione, dando così alle parole di chi parla o scrive più vivacità e più colore. Un esempio: “Ecco che arrivò il professore a dire alla classe che tutti dovevano studiare meglio la grammatica italiana!”.

 

L’infinito usato come sostantivo: regole grammaticali

Come sostantivo, l’infinito presente – l’uso dell’infinito passato in questa modalità è sensibilmente più raro – può essere adoperato come:

  • Soggetto: “Studiare il modo infinito ti farà prendere un bel voto in grammatica”.
  • Oggetto: “Mi piace studiare”.
  • Complemento indiretto: “Le vacanze sono finite: è arrivata l’ora di tornare”.

Quando è usato come sostantivo, l’infinito può essere accompagnato o dall’articolo o dalla preposizione articolata. Un paio di esempi: “L’esser riuscito a studiare in pace la grammatica gli fece prendere un bel voto nel compito a scuola”, “La dama fu sorpresa dall’ardire dell’uomo”.

Il modo infinito, quando è usato come sostantivo, mantiene comunque il suo valore verbale. Ciò è dimostrato dal fatto che, in questo caso, l’infinito può essere accompagnato da un oggetto oppure può essere modificato dalla presenza di un avverbio. Un paio di esempi chiarificatori: “Adoro studiare la grammatica della lingua italiana”, “Studiare poco mi porterà a essere bocciato a scuola”. Che l’infinito con funzione di sostantivo mantenga il suo valore verbale è evidenziato anche dal fatto che l’infinito sostantivato indica un’azione, mentre il sostantivo corrispondente indica una cosa o ad ogni modo il risultato finale di un’azione. Anche qui un paio di esempi per meglio chiarire il concetto: “Studiare la grammatica è indispensabile per esser promosso in italiano”, “Lo studio della grammatica è indispensabile per la promozione in italiano”.

 

Ecco, questo è quanto si può dire sul modo infinito e sulle sue regole nella grammatica della lingua italiana. Ti è stato utile questo ripasso? Conoscevi già tutte queste regole grammaticali che normano l’uso del modo infinito nella nostra lingua?

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