Si passa più tempo su mobile che davanti alla tv (negli USA)

mobile tvL’Internet trends è un report annuale che ti consiglio caldamente di scaricare e poi leggere con attenzione. Come mai? Perché contiene sempre un sacco di informazioni interessanti. Ed è così anche nell’edizione di quest’anno, pubblicata qualche giorno fa. Alcuni di questi dati li commenterò nei prossimi post. Il primo, però, lo commento già oggi. Perché è un fatto statistico che ha una grossa epocale. Continua a leggere…

Focus di Al Ries [RECENSIONE]

focus al ries marketing strategicoFocus (lo puoi trovare su Amazon) è una guida strategica. Indica come focalizzare – e come mantenere focalizzata nel tempo – un’azienda sul prodotto o servizio che crea. In effetti, la focalizzazione è una strategia che si dimostra sempre vincente nel business, perché le imprese focalizzate hanno una direzione chiara. Di conseguenza, riescono a fare marketing strategico e operativo in modo efficace. I business focalizzati riescono cioè a differenziarsi dai concorrenti, facendosi percepire come unici dai potenziali clienti.

A distanza di un paio d’anni, ripropongo questa mia recensione del manuale di Al Ries per un motivo preciso: è sempre più evidente l’importanza per le imprese di avere una strategia e fare marketing. Chi sceglie invece di partire dal prodotto, senza darsi un posizionamento di marca e un’identità forte, rischia poi di trovarsi in difficoltà. Non è infatti possibile affrontare i mercati fidandosi della sola qualità dei propri prodotti o della convenienza dei propri prezzi. Serve molto di più. Focus ci spiega che cosa, nello specifico. Continua a leggere…

La guerra del marketing, Al Ries e Jack Trout [Recensione]

la guerra del marketingChe dire di La guerra del marketing di Al Ries e Jack Trout? In poche e semplici parole: se vuoi davvero fare marketing in modo efficace, rendendo la tua azienda competitiva sul mercato, questo è il libro che devi leggere (lo trovi su Amazon). E di già che ci sei, ti invito a leggere anche l’altro fondamentale libro di questi due autori americani: Le 22 immutabili leggi del marketing (che trovi sempre su Amazon).

Avevo pubblicato questa recensione tempo fa, ma ho deciso di riproporla oggi, con qualche aggiornamento. Come mai? Il primo motivo è che il libro in questione è davvero notevole. Quindi, valeva la pena spendere qualche parola in più, per commentarlo meglio. Il secondo motivo è che sempre più imprenditori italiani si avvicinano al marketing. Lo vedo anche dai contatti che mi arrivano da questo mio blog. E di che cosa hanno bisogno gli imprenditori? Di punti di riferimento chiari, che gli spieghino in modo semplice ed efficace che cos’è il marketing strategico, che cos’è il marketing operativo, che cos’è il posizionamento di marca e perché è così fondamentale dare un’identità alla propria azienda per renderla unica e farla percepire come differente da tutti i competitor del suo settore. E La guerra del marketing è un libro che riesce perfettamente in questo intento. Continua a leggere…

Scrivere chiaro fa vendere di più [parola di Schopenhauer]

scrivere chiaro per vendere“Ho pochi lettori perché non scrivo per gli imbecilli”. Così rispondeva il filosofo Arthur Schopenhauer a chi gli ricordava (con una certa malignità) che Hegel, suo collega e acerrimo rivale, aveva successo e lui no.

Schopenhauer l’ho letto. È stato senz’altro un genio, un vero gigante del pensiero filosofico moderno. Però… i suoi libri sono zeppi di frasi lunghe 100 e più parole. Tu inizi a leggere una sua frase e fai fatica ad arrivare alla fine. Ti manca proprio il fiato. Ci sono relative su relative, incisi su incisi. Devi concentrarti a fondo per capire. E questo non è esattamente il massimo della comodità. Se poi consideriamo anche il fatto che stai leggendo un libro di filosofia e non Topolino… Continua a leggere…

Fare marketing è come essere Chris Andersen

marketingChi è Chris Andersen? È un ex giocatore di basket, di ruolo ala grande o anche centro. Ha giocato quattordici stagioni nella NBA, il campionato professionistico americano. Perché Andersen ha a che fare con il marketing? Il motivo è che la sua carriera sportiva può essere letta anche in chiave di marketing. Adesso ti spiego come mai.

Andersen arriva in NBA nel 2001, a ventitré anni. Ci entra dalla porta di servizio: negli anni precedenti, nessuna squadra l’ha ingaggiato al Draft. Lo firmano i Denver Naggets, dopo un provino, a stagione 2001/2002 già iniziata. Il giocatore non è di certo un campione: nel suo primo anno, gioca solo 24 partite (su 82), partendo soltanto una volta da titolare. In media, vede il campo per meno di 11 minuti a partita: a fine anno, risulterà il meno impiegato di tutta la squadra. Sempre in media, segna 3 punti, prende 3,2 rimbalzi e dà 1,2 stoppate a partita. Sono cifre indubbiamente da rincalzo (per la verità, il numero di stoppate è alto rispetto ai minuti giocati). Continua a leggere…