Anche nel marketing chi prima arriva meglio alloggia

primo marketingOgni tanto riprendo in mano Differenziarsi o perire di Jack Trout, un libro fondamentale sul marketing strategico. Questo testo insegna come creare il proprio posizionamento di marca. Contrariamente a quanto si creda, la qualità e il prezzo non sono elementi differenzianti. O è davvero difficile che lo siano. Sono altri gli elementi su cui puntare per essere differenti dai concorrenti. Già, ma quali sono?

Il più potente di tutti è arrivare per primi sul mercato. Hai presente il detto “chi prima arriva meglio alloggia”? Ecco, anche nel marketing funziona allo stesso modo. Lascio la parola direttamente a Trout. Sentiamo dalla sua voce perché arrivare per primi è così importante per battere i concorrenti. Continua a leggere…

Marketing è sapere a chi dire di no

marketing è sapere a chi dire noFare marketing significa differenziarsi dalla concorrenza. Significa anche scegliere di servire un cliente specifico, rinunciando a essere tutto per tutti. In altri termini: il marketing ci chiede di focalizzarci su un’offerta specifica, destinata a un cliente altrettanto specifico.

Che implicazioni ha tutto ciò? Se hai un’offerta specifica, vuol dire che offri solo determinati prodotti o servizi. Potresti perfino avere in vendita un solo prodotto o un solo servizio. Se hai un’offerta specifica, vuol dire che servi soltanto una precisa tipologia di clientela. Solo quella. Perciò, quando arriva un cliente diverso dal tuo e ti chiede di fare altro, hai una sola opzione: rifiutare. Continua a leggere…

Nel marketing vince chi si differenzia dai concorrenti

differenziarsi dai concorrenti è fondamentale nel marketingNavigando online, ho trovato l’immagine che puoi vedere qui a destra. Fa ridere, vero? Non c’è niente da ridere. Perché è un’immagine che spiega con grande forza che cos’è il marketing. Vale perciò la pena di analizzarla.

Io non so se il dolce raffigurato è una madeleine, un muffin, un plum cake o che altro. Confesso la mia ignoranza in materia. Che sia una cosa o un’altra, nulla cambia ai fini della riflessione che farò. Perché il punto centrale è questo: chi si differenzia dalle offerte concorrenti ha tutta una serie di benefici. Continua a leggere…

Sito web progettato senza strategia? Ecco i 4 rischi che corri

errori sito web blogDato che oggi ci sono circa 4,4 miliardi di utenti attivi su Internet, investire nel proprio sito web è diventato un obbligo per tutte le aziende. Non sorprende perciò che tante imprese spendano per migliorare il sito web istituzionale e per popolarlo di contenuti di qualità (facendo così content marketing). Lo scopo è quello di intercettare i bisogni dei loro clienti e dargli soluzioni concrete.

Tuttavia, si dovrebbe sapere che avere un sito “bello” non è più sufficiente per arrivare a distinguersi dalla concorrenza. In effetti, i responsabili aziendali sono sempre più consapevoli dell’importanza che, sul web, occorre puntare non tanto alla “bellezza” quanto all’utilità. Dopo tutto, un sito dovrebbe essere considerato in primo luogo come uno strumento che consente di raggiungere i propri obiettivi di business. D’altro canto, questo è il motivo per cui un buon sito dovrebbe essere sviluppato solo dopo aver pensato a una strategia precisa. Continua a leggere…

Il marketing plan vincente [RECENSIONE]

marketing plan vincenteChe cosa dire di un libro come Il marketing plan vincente (lo puoi trovare anche su Amazon.it) di Allan Dib? Non leggevo un testo così interessante, concreto e utile da diversi mesi. Se questo fosse il primo libro di marketing che leggo nella vita, lo giudicherei addirittura illuminante. E sarebbe senz’altro un’eccellente introduzione pratica al mondo del marketing.

Come hai letto, il mio giudizio sull’opera di Dib è parecchio favorevole. Perché mi sono sbilanciato così tanto? Non perché nelle pagine del libro siano rivelate delle verità sconvolgenti. Il testo, come ammette con grande sincerità l’autore, non ha inventato alcunché. Dib si aggancia semplicemente alle idee di marketing di autori più famosi. (Nel particolare, l’autore deve molto agli studi di Al Ries e Jack Trout). Continua a leggere…