Le scorciatoie di marketing che non funzionano

non fare spam nel fare marketingOgni giorno, su Facebook, ricevo inviti a mettere il like a pagine che trattano gli argomenti più disparati. Ogni giorno, su LinkedIn, mi scrive qualcuno in privato offrendomi i suoi mirabolanti (ai suoi occhi) servizi. Sempre ogni giorno, ricevo nella mia posta elettronica comunicazioni da società a cui non ho mai dato il consenso a inviarmi materiale commerciale. (In quest’ultimo caso, è evidente che qualcuno della società mi ha chiesto il contatto su LinkedIn e poi ha fatto scraping della mia e-mail).

Che dire di queste abitudini? È facile: non c’entrano nulla con il web marketing fatto seriamente. Di più: non c’entrano nulla col marketing proprio! Perché sono azioni fatte un tot al chilo, nella speranza di generare, nella massa, un qualche risultato. Rientrano cioè in quello che gli americani chiamano hope marketing: “Ci provo e vediamo se mi va bene, tanto che ho da perderci?”. Vedremo che, in realtà, si ha parecchio da perdere con questo tipo di attività.

Mi ricordo che, negli Anni ’90, molte aziende mandavano fax a tonnellate per promuovere le loro offerte commerciali. Speravano che qualcuno, tra i riceventi, avesse proprio il bisogno che loro risolvevano grazie ai loro prodotti e servizi. Ecco, chi ti invita “a freddo” a mettere il like su una pagina Facebook, chi ti manda “a freddo” un messaggio privato su LinkedIn, chi recupera in qualche modo il tuo indirizzo e-mail e ti manda una comunicazione “a freddo” sta facendo come le aziende che sparavano fax nel mucchio.

Ma questo non è marketing. Questo non è web marketing. È spam puro. Niente di più e niente di meno. Non ci credi? Allora ascolta questo. A me arrivano messaggi privati su LinkedIn da consulenti di marketing che mi invitano ad acquistare i loro servizi. Questi consulenti sono a tutti gli effetti miei concorrenti. Perché mi scrivono allora? Perché, nella fretta di sparare nel mucchio, mi hanno scambiato per un potenziale cliente! Spesso non hanno speso nemmeno un secondo per visitare il mio profilo, cosa che gli avrebbe fatto capire che non ero in target con la loro offerta. E per fortuna che sono consulenti di marketing!  🙂  Non oso immaginare quali raffinate ed efficaci azioni di marketing strategico e operativo potranno mai offrire ai loro clienti.

Lo stesso posso dire per tante e-mail che ricevo. Mi invitano a eventi per cui non ho alcun interesse. O mi invitano a richiedere informazioni su servizi che sono già io a vendere ai miei clienti! Perché anch’io sono un consulente di marketing e comunicazione. Insomma: anche qui non si sono accorti che non posso essere in target con loro, perché sono un concorrente!

Quanto è utile a queste aziende fare figure così brutte? Quanto paga lo spam per la loro immagine e autorevolezza? Le mie domande sono retoriche, ovviamente. Non è certamente questo il modo in cui si fa marketing. Così non si possono ottenere risultati rilevanti o duraturi. Si perde solo tempo. In molti casi, si passa perfino da cialtroni. Quindi si perdono clienti anziché acquisirli.

Che cosa si dovrebbe fare, invece? Beh, il marketing e la comunicazione, quelli veri, quelli che portano a risultati solidi e duraturi, richiedono un investimento in termini di fatica, tempo e anche denaro. Invece di spammare a più non posso, bisognerebbe fare innanzitutto un’attenta valutazione di marketing. Bisognerebbe per prima cosa identificare le buyer personas dei clienti ideali. E dare all’azienda e ai suoi prodotti e servizi un posizionamento di marca ben definito. Questo tanto per cominciare.

E poi? In seguito, bisognerebbe dotarsi di un sistema di acquisizione clienti. Vale a dire che bisognerebbe studiare un funnel per generare contatti commerciali in modo continuativo. Per esempio, anziché fare e-mail marketing a indirizzi raccattati qua e là violando la legge, si dovrebbe costruire la propria lista di e-mail, profilata e consensata. A quella poi ci si dovrebbe dedicare con azioni di lead nurturing, sapendo che quelli sono potenziali clienti in target. E che quindi sono realmente predisposti ad ascoltare quello che l’azienda ha da dire.

Lo spam è una delle piaghe riconosciute del web. Dà fastidio a tutti. Perfino chi lo fa è il primo che se ne lamenta, quando lo riceve. Non esistono scorciatoie facili per ottenere risultati online. Le aziende riescono a promuoversi e a vendere di più solo se applicano strategie e tattiche che seguono un metodo efficace. Altrimenti perdono solo tempo e denaro. E rischiano pure di danneggiare la loro reputazione, sia quella in Rete che quella nel mondo fisico.

Anche tu hai un’azienda o un business? Come fai a promuoverlo? Hai fatto marketing e hai uno sistema per acquisire contatti commerciali in modo continuativo? Oppure ti affidi ad azioni che sono in pratica dello spam? Che risultati ne stai ricavando? Lascia il tuo commento qui sotto, per condividere con tutti noi la tua opinione!

 

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marketing versus spamQuesto articolo che ti parla del fatto che decidere di fare spam è sempre una scelta dannosa per un’azienda è stato scritto da Alessandro Scuratti, content specialist e business blogger.
Da oltre 20 anni mi occupo di comunicazione per le aziende, come business writer e come content marketer. Dal 2011, gestisco questo mio business blog, che raccoglie migliaia di visite al giorno. Sono autore di “Scrivere per il web 2.0”.
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